Quello di Valtteri Bottas nelle qualifiche di Barcellona è stato un colpo da KO: non è certo da tutti rifilare 6 decimi a quello che è (e resta) un "mostro delle qualifiche" come Lewis Hamilton, a parità di macchina. Per di più conquistando la sua terza pole position consecutiva (la sua nona in carriera) su 5 gare di questa stagione: il finlandese sembra dunque l'unica speranza per mantenere incerto l'esito del campionato. Perché, sia ben chiaro, aver portato Lewis a sbagliare due volte in Q3, oltre ai problemi di carica batteria, è certamente un (grosso) merito per Valtteri, ma non significa davvero che l'inglese sia diventato improvvisamente un "fermo": vedremo in gara domani.

Le novità tecniche portate a Barcellona sembrano aver funzionato perfettamente sulla W10, mentre non hanno dato (per nulla) la stessa impressione sulla SF90. Non che siano state negative in assoluto, ma anche stavolta si è visto come la squadra si sia un po' persa nel cercare di far "quadrare" il tutto, alla ricerca di un bilanciamento che non è stato quasi mai centrato, oscillando continuamente attorno ad un avantreno troppo direzionale oppure mancante. Fattore che si è sommato ai soliti problemi di sfruttamento ottimale delle gomme e di limitato carico aerodinamico, anche questi interconnessi tra loro.

Sebastian Vettel ha ottenuto il massimo possibile, a 8 decimi dalla pole mentre, nella sua ricerca di dare qualcosa in più, anche stavolta Charles Leclerc ha commesso un errore in Q2 che ha compromesso tutte le sue qualifiche. Un errore davvero da poco, in verità, ma in quel piccolo largo in curva 9 (abbiamo visto ben di peggio in questo weekend) il monegasco ha "pizzicato" malamente il cordolo causando danni pesanti al fondo macchina, tanto da farlo sbagliare anche in curva 13, costringendolo a ritornare in pista successivamente per qualificarsi alle Q3. Nelle quali ha avuto un solo run a disposizione, per dare tempo alla squadra di sistemare alla meno peggio la macchina: tutto questo giustifica il suo 5° crono a 1"2 dal vertice.

Così Max Verstappen riesce a posizionarsi in seconda fila a fianco di Vettel: più lento solo di 1 decimo, l'olandese potrebbe ragionevolmente sfruttare la posizione per puntare al podio, grazie al buon sfruttamento delle gomme della RB15. Partendo dalla casella dietro di lui, vedremo se anche Pierre Gasly potrà fare una bella gara e ripetere la prestazione di Baku (senza il ritiro finale, però…).

Alla fine non ha rotto le uova nel paniere alla Red Bull ed è rimasta a 1"5 dal vertice, ma in ogni caso la Haas è stata nettamente la squadra migliore tra le inseguitrici, con Romain Grosjean e Kevin Magnussen ad occupare la quarta fila di partenza, separati tra loro da soli 11 millisecondi. Bene anche la Toro Rosso con Daniil Kvyat 9° e Alex Albon 12°, ma partirà 11° per la penalità a Daniel Ricciardo: 10° in qualifica, scenderà 13° per la sanzione dopo il buffo incidente a Baku con Kvyat. Sconcertante e altalenante la prestazione Renault, riuscita comunque a portare l'australiano in Q3 dopo che tra lui e Nico Hulkenberg è stato un divario di soli 19 millesimi a decidere il superamento delle Q1.

Buone premesse anche per la McLaren, con Lando Norris appena fuori dalla top ten e Carlos Sainz 13°, e non solo perché partiranno entrambi una posizione più avanti. Meno rosea la situazione per l'Alfa Romeo, anche se molto nella posizione di Kimi Raikkonen (14°) e di Antonio Giovinazzi (18°) è dipeso da singoli giri infelici. Peggio piuttosto per Racing Point, con Sergio Perez (che però è ottimista per la gara) riuscito a guadagnare le Q2 ma poi solo 15° e Lance Stroll 17°. Infine, troviamo le Williams in ultima fila, ma qui preferiremmo evidenziare che il tempo di George Russell è stato a 2 secondi dal vertice, quindi evidenzia un recupero rispetto alle scorse gare, anche se poi l'inglese partirà dietro a Robert Kubica per via della sostituzione del cambio dopo l'incidente nelle prove libere.