Molti tifosi Ferrari vedevano questa di Barcellona come una sorta di "prova del nove" per la Scuderia. Se dal punto di vista statistico o del "non si può continuare a stare dietro la Mercedes alla quinta gara" può essere un discorso un po' fine a sé stesso (anche troppo), da quello di ritrovarsi su una pista "banco di prova" per la sua completezza tecnica, e quindi probante per il valore o potenziale delle monoposto, c'è invece più senso.

Purtroppo, sotto quest'ottica il weekend spagnolo della Ferrari non sta andando particolarmente bene: «È stata una qualifica difficile – ammette il team principal Mattia Binotto dopo le prove per lo schieramento, con Vettel 3° e Leclerc 5° – come l'intero weekend fino a questo punto». Le tante novità tecniche portate a Barcellona, compresi i nuovi V6 termici, non hanno infatti dato risultati sufficienti per recuperare il distacco su Mercedes, anzi.

E fin qui potrebbe semplicemente valere il fatto che gli aggiornamenti portati dai tedeschi siano stati più efficaci. Ma c'è pure un altro dato significativo e un po' sconsolante: il fatto che il gap di 1-2 decimi delle prove libere di venerdì mattina sia andato continuamente aumentando fino agli oltre 8 decimi delle qualifiche. Questo secondo noi dimostra e conferma (non è il primo GP di quest'anno che succede così) un limite dell'attuale squadra nel lavoro di messa a punto in pista, nel weekend di gara, che si aggiunge agli altri problemi.

Poi certo le qualifiche sono andate in modo tutt'altro che ideale, soprattutto con Leclerc, come sottolinea lo stesso Binotto: «Nel caso di Charles, la situazione è stata ulteriormente complicata dai danni subiti dalla vettura in Q2 (per una scordolata infelice in curva 9, ndr). Abbiamo tentato di ripararla al meglio, ma l’errore ha comunque compromesso la sua Q3, costringendolo a scendere in pista con un solo set di pneumatici con il quale ha effettuato due giri lanciati».

Tuttavia questo non basta a giustificare il divario aumentato su Mercedes (con Red Bull a neanche 1 decimo dietro) proprio, come dicevamo all'inizio, su una pista che mette in luce doti e mancanze di una monoposto. Binotto ne è ben conscio: «Questo fine settimana sta evidenziando i punti deboli della nostra vettura. Faremo tutte le analisi necessarie anche dopo la gara per capire completamente le problematiche. Giornate come queste insegnano a crescere, sono certo che ci permetteranno di diventare più forti domani». Vedremo però se questo "domani" si riferisca alla gara di questa domenica o alle prossime, e quanto lontane nel tempo…