Contava il risultato, è ovvio. Contava, ancor di più, capire una Ferrari SF90 enigmatica, che da inizio anno si trascina un’insufficienza di prestazione nelle curve lente, ribadita da Barcellona. Macchina evoluta, aggiornamenti che, Mattia Binotto, spiega come abbiano funzionato secondo le attese. È evidente servirà altro e, interrogarsi su certe scelte filosofiche, progettuali, può essere qualcosa che rientri nell’analisi su come rendere competitiva la Rossa.

Già la monoposto dello scorso anno dimostrò un rendimento diverso dallo “storico” di una Ferrari tradizionalmente molto molto competitiva sulle piste più lente e tortuose, che con la SF71H si è trasformato in una monoposto altamente prestazionale sulle piste veloci. C’era un deficit nel guidato lento da recuperare, quest'anno, farlo in un passaggio importante di cambiamenti aerodinamici, verso la semplificazione. Riprendendo le parole di Max Verstappen, “solo Mercedes al momento ha compreso la macchina 2019”.

ONESTÀ BINOTTO, SF90 FATICA NEL LENTO

Mattia Binotto approfondisce i punti del deficit di prestazione è commenta nel dopogara: “Gli aggiornamenti hanno funzionato bene ma hanno dimostrato non essere sufficienti.

Da parte nostra perdevamo molto nel terzo settore, in generale in tutte le curve lente, con molto sottosterzo. Fatica a girare la macchina, con entrambi i piloti, sono cose sulle quali dobbiamo riflettere e sulle quali non abbiamo oggi una risposta precisa di quale sia stato il problema o il limite, lo faremo nei prossimi giorni.

È stata una lezione per noi, ma ci stimolerà a diventare ancora più forti”.

I TEST PER TROVARE LE RISPOSTE

Nell’assoluta delusione per un avvio di campionato molto al di sotto delle aspettative, c’è la trasparenza e l’onestà di un team principal che scende nel dettaglio del nodo tecnico da risolvere, provando a sfruttare al meglio le due giornate di test che si terranno martedì e mercoledì a Barcellona. Charles Leclerc e Antonio Fuoco porteranno in pista la SF90 con “programma libero” di prove, mentre Vettel e Leclerc lavoreranno con Pirelli e la monoposto sarà “congelata” alla specifica utilizzata in gara.

“La due giorni sarà importante per noi per cercare di esplorare il limite della vettura, sarà importante per alcuni sviluppi da provare”, aggiunge Binotto.

Nonostante siano circuiti nell’insieme opposti per caratteristiche tecniche, spesso Barcellona, isolando la prestazione nel terzo settore di pista, ha costituito un buon indicatore sulle aspettative in vista di Montecarlo: T3 con sei curve prima dell’ultima che offrono impressioni dalle quali partire per mettere a punto la macchina per Monaco.

Analisi gara: dominio Mercedes, sbando Ferrari

“Montecarlo è una gara a sé, è una pista atipica anche come approccio di setup, entrambi i nostri piloti sono molto forti su questo tipo di tracciati e credo sarà una gara tutta da giocare”, dice Binotto ai microfoni di Sky Italia.

PROBLEMA NOTO, TEMPI STRETTI

Tutto starà nel dare loro lo strumento accordato alla perfezione per esprimersi, risolvere le difficoltà tecniche della SF90. Se l’area di deficit è ben evidenziata, preoccupano le tempistiche con le quali si riuscirà a sanare completamente il problema. Già venerdì, dopo le libere, Sebastian Vettel chiariva alla stampa tedesca come i limiti fossero chiari ma la soluzione non un intervento con una bacchetta magica.

GP Spagna, Vettel: "Non guardiamo la classifica"

Il cappotto Mercedes, un 5-0 senza appello, appena meno impietoso con un’altra storia scritta in Bahrain, fa nascere ovvie critiche: “Io credo che la squadra sia stata sempre concentrata sul da farsi, le chiacchiere cerchiamo di tenerle fuori, rispettiamo le opinioni di tutti, anche le opinioni dei giornalisti. Cinque sconfitte o 5 doppiette portano inevitabilmente discussioni: va bene, è giusto, noi dobbiamo rispondere con dei fatti. Vincendo in Bahrain o con un risultato migliore a Baku la situazione sarebbe stata diversa, ma questo è.

Sono convinto che abbiamo una squadra forte, giovane, stiamo imparando, crescendo, c’è molto da imparare e questo week end può renderci più forti se approcciato in modo giusto”.