In occasione del GP a Barcellona, gli ufficiali di gara hanno lavorato soprattutto nel corso delle prove, penalizzando ben 4 piloti rispetto al risultato delle qualifiche anche se in realtà sono state applicate ben 6 sanzioni. Vediamo dunque cosa ha tenuto impegnati i commissari Garry Connelly, Enzo Spano e Danny Sullivan (vincitore di Indianapolis 1985) in questo weekend di Formula 1.

Per cominciare era pendente la sanzione a Daniel Ricciardo per il bizzarro incidente in retromarcia avuto in gara a Baku con Daniil Kvyat, per il quale aveva ricevuto 3 posizioni di penalità in griglia da scontare nel GP successivo, questo appunto (da 10° a 13°). Poi in seguito all'incidente di George Russell nelle prove libere del sabato mattina, nonostante la botta all'indietro contro le barriere fosse stata abbastanza lieve, in Williams hanno deciso di sostituire il cambio, con conseguente arretramento in griglia di 5 posizioni. Ovviamente solo teoriche, visto che in realtà l'inglese è passato prima da 19° a 20° (cioè l'ultimo posto) per poi tornare 19° in seguito alle altre penalità. Similmente, pure sulla macchina di Antonio Giovinazzi si è deciso per la sostituzione del cambio dopo le qualifiche: stessa penalizzazione, passando da 18° nei tempi a… 18° in griglia, per gli stessi motivi anzidetti.

Più complessa la situazione per quanto accaduto a Nico Hulkenberg, che aveva tirato dritto a gomme fredde a inizio Q1, danneggiando l'ala anteriore. Riuscito a riprendere la pista, è rientrato ai box nonostante l'ala incastrata sotto la macchina: rapida sostituzione e di nuovo in pista, senza però riuscire ad accedere alle Q2 per pochissimo. Il problema regolamentare si è presentato successivamente: infatti l'ala montata era leggermente differente nelle specifiche rispetto a quella sostituita, ma i responsabili Renault non l'hanno fatto presente ai commissari tecnici, ritenendola "molto simile" (testuale). Il fatto è che per gli ufficiali di gara "molto simile" non significa "uguale", e così per questa infrazione Hulkenberg è stato costretto a partire dalla pitlane, come comanda l'art.34.2 del codice sportivo in caso di sostituzione di elementi con altri di caratteristiche diverse in regime di parco chiuso (che, ricordiamo, parte dal momento in cui si esce dalla pitlane per le qualifiche). A questo punto in Renault hanno deciso di andare fino in fondo, sostituendo la power unit (ICE, turbo e Mgu-H con la 4ª unità dell'anno, Mgu-K e centralina con la 3ª unità) e apportando modifiche al sistema frenante, accumulando altre due "condanne" (sempre teoriche, ormai) a partire dalla pitlane.

Prima della gara ci sono stati altri interventi come la sostituzione della scocca per Pierre Gasly (tra venerdì e sabato, quindi possibile con una semplice ri-verifica) o quelle degli alberi di trasmissione su entrambe le Red Bull tra sabato e domenica. Anche queste sono state possibili in quanto gli elementi erano identici, ma questo dimostra la preoccupazione della squadra di Milton Keynes dopo che il cedimento di questi particolari aveva fermato la bella gara di Gasly a Baku.

In gara, l'unico episodio passato al vaglio dei Commissari è stato l'incidente tra Lance Stroll e Lando Norris, che ha causato l'uscita della safety car. All'inizio del 45esimo giro, Norris aveva attaccato Stroll all'esterno nella prima staccata, senza riuscire a completare il sorpasso ma restando all'altezza di metà macchina del canadese al momento di fare la controcurva 2. Purtroppo Stroll ha stretto non essendosi reso conto che Norris era ancora lì, e a sua volta il britannico non ha fatto in tempo a farsi sfilare prima di incocciare nella ruota posteriore della Racing Point. I Commissari hanno analizzato l'episodio dopo la fine del GP (tanto ormai si erano entrambi ritirati) stabilendo che entrambi avevano responsabilità nel non aver evitato l'incidente. Di conseguenza, visto che nessuno dei due era "wholly or predominantly to blame" (cioè gli si poteva imputare una maggior dose di colpa) non è stata applicata alcuna sanzione, come detta l'art.38.2.

In realtà in gara c'è stato un altro episodio "duro", proprio alla ripartenza dopo la safety car causata dai due. Parliamo del contatto sempre alla prima staccata tra Kevin Magnussen e Romain Grosjean, che ha costretto il francese a tirare dritto. Tuttavia è stato considerato talmente veniale che la direzione di gara ha segnalato semplicemente che il fatto era stato "notato", formula che in pratica dice "l'abbiamo visto, ma non riteniamo valga la pena di avviare un'indagine".

A tal proposito, facciamo notare come Grosjean in quel frangente (ma anche un paio di volte successivamente, tentando l'attacco per riprendere la 7ª posizione) avesse tirato diritto in curva 1 andando poi a riprendere la pista in curva 3 aggirando sulla sinistra uno specifico birillo. Ha fatto bene, perché le note del direttore di gara (sempre Michael Masi) indicavano con precisione che chi finiva largo in curva 1 doveva comportarsi così. A questo punto qualcuno potrebbe chiedersi: ma allora Sebastian Vettel quando è andato oltre il bordo pista al via? No, tutto regolare, perché Masi aveva specificato che solo chi andava sui "bumps" o oltre non poteva rientrare subito in pista.