C’era nel 1952, agli albori del mondiale. C’è stata fino al 1985, ultima esibizione, firmata Lauda su McLaren. Adesso, il Gran Premio d’Olanda a Zandvoort torna in calendario, dal 2020. Arriva l’ufficializzazione al termine di un percorso avviato già nel 2016, con le prospettive di ritorno della F1 evocate dal principe Bernhard d’Orange, a rilevare il circuito insieme a una cordata di investitori.

Circuito che avrà bisogno di interventi di ammodernamento e adeguamento agli standard di sicurezza della Formula 1, dovrà diventare pista di Grado-1 entro il 2020, missione che porterà a realizzare lavori in alcune aree, come anticipato da Jan Lammers, direttore sportivo della società di gestione del tracciato.

CIRCUITO BREVE, VERSTAPPEN "RECORD" SULLA RB8

Teatro di diverse esibizioni, su una configurazione diversa da quella sulla quale corse per l’ultima volta la Formula 1, Verstappen ha girato in 1’19” con una vecchia Red Bull RB8. Indizio utile per dire di un tracciato che sarà molto breve, particolarmente veloce e, soprattutto, stretto.

Il layout non sembra prestarsi a grandi opportunità di sorpasso, un aspetto sottolineato anche dai piloti in conferenza stampa a Barcellona, giovedì scorso. Resta il “fascino” di punti come la curva 8, le vie di fuga paraboliche con, ancora, la ghiaia. Tutti elementi da verificare nella loro permanenza futura, una volta adeguato l’impianto alle esigenze della Formula 1.

“Ho già corso in Formula 3 a Zandvoort ed è stato divertentissimo. La paragono un po’ a Suzuka, perché è stata progettata dalla stessa persona e posso capire come le caratteristiche siano un po’ simili. È una pista piuttosto veloce ed è sempre bello ed emozionante averne di nuove in calendario”, ha commentato Max Verstappen.

La leva-Verstappen è il contributo fondamentale all’interesse dell’Olanda al ritorno della Formula 1, con un potenziale giro d’affari da sfruttare in patria, finora “ceduto” al GP del Belgio e d’Austria, tappe più gettonate per i tifosi di Max.

“Ho fatto un po’ di giri e qualche tondo su una Formula 1, la pista era in realtà piuttosto impegnativa, perché hai curve paraboliche, alcuni passaggi sono molto stretti e non ci sono vie di fuga ed è molto difficile trovare il limite.

L'ONBOARD DEL CIRCUITO

BARCELLONA A RISCHIO

Recentemente si è prospettata l’ipotesi che un ingresso in calendario del Gran Premio d’Olanda potesse avvenire a discapito del Gran Premio di Spagna a Barcellona, rilevandone lo slot quale prima gara europea. Barcellona confida ancora in trattative che permettano il rinnovo dell’accordo in scadenza, tuttavia, Carey ha rivelato come dei 5 gran premi in scadenza di contratto 2 sono destinate a perdere la Formula 1.

CAREY, F1 ANCORATA ALLE RADICI EUROPEE

Il presidente e a.d. della FOM ha commentato, a margine della presentazione dell’evento di Zandvoort: “Sin dall’inizio della nostra gestione abbiamo detto che volevamo gare in nuovi posti, rispettando le radici storiche dello sport in Europa. La prossima stagione avremo una nuova gara cittadina ad Hanoi e il ritorno di Zandvoort, dopo un’assenza di 35 anni.

Una pista che ha contribuito alla popolarità dello sport in tutto il mondo. Recentemente abbiamo assistito alla rinascita di un interesse verso la Formula 1 in Olanda, prevalentemente grazie al supporto entusiasta del talento di Max Verstappen, come testimoniato dalla marea arancione in tante gare.

L’Europa è la nostra casa, è la base sulla quale costruiamo questo sport, riportarlo su una pista grandiosa, iconica, è incredibilmente importante per noi”.

A Jean Todt è toccato sottolineare, anche, i lavori necessari da realizzare entro il 2020: “Ci sono tanti preparativi che servono per portare la pista agli standard di sicurezza richiesti per ospitare una gara di Formula 1 e lavoreremo insieme agli organizzatori, l’autorità sportiva nazionale olandese e la Formula 1”.