Il “Testa bassa e lavorare” è diventato celebre ed è certo lo spirito col quale si affronta una fase difficile del campionato in Ferrari.

Maurizio Arrivabene non è più a capo della GeS dal gennaio di quest’anno, onere e onore passato nelle mani di Mattia Binotto. Da Brescia, sede di partenza della Mille Miglia 2019 e città natale di Arrivabene, l’ex team principal parla del momento attuale dalla Scuderia.

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CUORE FERRARISTA

E lo fa con parole di vicinanza, un Essere Ferrari che ancora sente addosso. “Anzitutto il campionato è lungo - come sottolineato dall’a.d. Camilleri alla presentazione, come lo stesso John Elkann – mi sento sempre parte della famiglia.

Un’azienda per la quale ho lavorato 4 anni e che mi ha dato tanto. Io mi sono impegnato per quanto ho potuto, far parte i quella famiglia è farne parte per sempre”, dice intervistato da Sky Sport Italia.

Non può esserci “soddisfazione” per il momento di difficoltà che continua. Il paradosso di una monoposto 2018 in questa fase dell’anno più in palla di quanto non lo sia la SF90, una SF71H che ha vissuto l’involuzione dopo Silverstone.

L’auspicio è che si realizzi un percorso inverso, trovare la massima competitività nel corso di una stagione ancora lunga ma condizionata da un avversario che non sbaglia un colpo.

I TIFOSI DEVONO SOSTENERE LA SQUADRA

“Nei momenti difficili, a parte il silenzio volontario che ho avuto, se devo parlare è solo per dire che bisogna sostenere i ragazzi, la squadra. Lo dicevo anche quando lavorato per Maranello. È facile salire sul podio quando si vince, è un po’ meno facile sostenere la squadra nei momenti difficili, quindi forza ragazzi, il cuore batte per voi e la mente è sempre lì.

Mi auguro che tutti i tifosi lo facciano. Guardiamo avanti, ci vuole pazienza, il campionato è lungo, quindi forza Ferrari e forza ragazzi”.