Da un circuito “estremo” sulle gomme per l’energia scaricata sulle coperture, la Formula 1 tornerà, a Montecarlo, su una pista estremamente gentile sulle gomme. Impegno minimo, la necessità di scaldare la C5 per trovare il grip meccanico. Scenari tipici del Principato che, alla luce dei riscontri avuti dalle prime 5 gare del mondiale, potrebbero creare qualche problema ad alcuni team.

Haas è tra le squadre che fatica maggiormente, al momento, nel gestire la temperatura sulle gomme, soprattutto in gara. Buon risultato in Spagna, dove Magnussen e Grosjean hanno riportato il team nei punti e offerto schermaglie buone a movimentare una gara altrimenti avara di emozioni.

BARCELLONA PROGRESSO ATTESO

Adesso c’è Monaco, potenzialmente il rischio di un passo indietro, alle difficoltà di Baku. E Montreal, subito, dopo, è un’altra tappa insidiosa. “Arrivando in Spagna sapevamo dai test che riuscivamo a far lavorare la gomma. È chiaramente un segnale di miglioramento rispetto a Baku, perché lì siamo stati piuttosto opachi e prima di allora abbiamo sempre portato la macchina tra i primi 10 in qualifica”, ha commentato Guenther Steiner.

“Conosciamo la velocità della macchina, solo in alcune piste non riusciamo a far funzionare le gomme, in Spagna hanno funzionato. Siamo al limite, le portiamo in temperatura ma quel che ci serve è trovare un modo per farle funzionare ovunque. È chiaro come la macchina sia buona, non ci sono dubbi sulla sua velocità. Speriamo di poter fare bene a Montecarlo, la mia preoccupazione principale adesso è che la macchina performi a Montecarlo e in Canada”.

INCOGNITA MONACO

Montecarlo e Montreal come cartine di tornasole della soluzione alla gestione delle gomme da parte della VF19. “Le gomme sembrano funzionare, abbiamo provato molte cose differenti per verificare scenari e condizioni diverse”, ha commentato Magnussen dopo l’ultima giornata di test a Barcellona. Monaco è una pista molto diversa ed è un circuito a bassissima energia per le gomme. Vedremo se riusciremo a far lavorare le gomme”.