Facciamo un passo indietro: Montmelò, Gran Premio di Spagna. Il terzo settore del circuito catalano è stato, per la Ferrari, quello che per Superman è la Kryptonite. Ovvero, il fattore che ha neutralizzato i “superpoteri” per battere le Mercedes, che la SF90 aveva fatto intendere di avere durate i test invernali.

Presente, Monaco. L’incubo rappresentato dalla curve lente non poteva che ripresentarsi come cruda realtà. Nei due turni di prove libere, Vettel e Leclerc hanno accusato pesanti distacchi da Hamilton e sabato, in qualifica, dovranno stare molto attenti a quello che farà Verstappen, visto che l’olandese, nel primo turno, è riuscito a piazzarsi in prima fila in mezzo alle due W10.

GP di Monaco: Risultati Prove Libere

Le dichiarazioni di Vettel

Il rebus da risolvere il prima possibile è quello della finestra ottimale di utilizzo delle gomme della Rossa. Questione rimarcata nell’analisi delle due sessioni fatta da Vettel: “Non siamo ancora con la piena fiducia, è stata una giornata complicata, fatichiamo a portare le gomme nella giusta finestra, per noi è un po’ più difficile, abbiamo ancora un po’ di tempo prima di sabato”.

Il paddock è ancora scosso dalla recente scomparsa di Lauda. Tutti hanno ricordato l’asso austriaco e Vettel l’ha fatto con un casco dalla livrea speciale, ispirata a quella che usava Niki sul suo nell’ultimo anno in Ferrari: “E’ per tributare un omaggio a Niki, a lui come persona e alla sua carriera. È ispirato all’ultimo design con la Ferrari, a me sembra piuttosto bello, avrei voluto usare anche il mio casco, ma viste le circostanze mi è sembrato un bel gesto. In questo modo almeno lo stile del suo casco può godersi gli ultimi giri a Monaco”.

Le dichiarazioni di Leclerc

Il giovedì di Leclerc è stato molto difficile. Probabilmente si aspettava un GP di casa, il primo vestito di Rosso, diverso. Quel bambino, che vedeva i bolidi di F1 sfrecciare dal balcone di un amico, come lo stesso Charles ha raccontato, e adesso su quelle strade ci è tornato da pilota, ha sensazioni in linea con quelle di Seb, il problema principale sono le gomme: “Stiamo vedendo che passiamo in un attimo dalla giusta finestra di utilizzo a quella sbagliata. Per la qualifica, la prime fila è difficile da raggiungere ora, ma niente è fatto fino a quando non saranno finite. Lavoriamo e speriamo di andare forte”.

L'analisi di Binotto

Il team principal Mattia Binotto ha spiegato, dal lato tecnico, cosa manca alla SF90 dal punto di vista dello pneumatico: “Il grip della gomma conta molto sulla prestazione della vettura, la difficoltà nostra è di portare le gomme nella giusta temperatura per ottimizzare il tempo sul giro. Le gomme di quest’anno sono molto diverse dal 2018, quelle erano più facili da scaldare, erano gomme che sulla distanza erano soprattutto da raffreddare. Quest’anno siamo all’opposto. Anziché soluzioni di raffreddamento dai cerchi, cerchiamo soluzioni di riscaldamento dal cerchio alle gomme. Se non le porti in temperatura perdi il grip Difficoltà che influisce e ci fa soffrire in questo momento”.

Difficoltà che è accentuata dalla filosofia aerodinamica attorno alla quale è nata la SF90 e che Binotto racconta così:  "La nostra è una macchina con una buona efficienza aerodinamica, poca resistenza in rettilineo, ma in compenso con meno carico verticale nelle curve. Quando devi scaldare le gomme più hai carico e più ti aiuta”.

Problemi aerodinamici e meccanici che si sono concatenati in un mix penalizzante: “Le scelte meccaniche completano quelle aerodinamiche, sono due fattori che interagiscono l’uno con l’altro. La coperta è sempre corta, dove la coperta è corta cerchi di aiutare con la parte meccanica. Quel che dobbiamo mettere insieme noi per interpretare al meglio le gomme è posizionare la coperta sul punto giusto. Se ti manca aderenza c’è poco da fare, rallenti. Ci stiamo concentrando per trovare il grip necessario e percorrere le curve più velocemente e migliorare la nostra vettura”.

Nell’occhio del ciclone è l’avantreno. Gli indiziati sono l'ala outwash, ma soprattutto la sospensione anteriore giudicata troppo antiquata dagli esperti del paddock, se paragonata a quella Mercedes: “Le vediamo, le fotografiamo, le studiamo come fa ogni altro team. Credo che quel che abbiano in questo momento è una vettura che si adatta meglio a queste gomme, bravi loro. Non mi focalizzerei sulle loro sospensioni in questo momento” ha concluso Binotto.