Zetsche, Wolff e Lauda, gli architetti dei successi Mercedes in Formula 1 dal 2014. Assetto che, a Brackley, ha registrato l’avvicendamento tra l’ormai ex a.d. del gruppo Daimler, pensionato dallo scorso 22 maggio e sostituito da Ola Kallenius.

C’è da ufficializzare il futuro in Formula 1 e, come anticipa Fulvio Solms nel suo articolo del Corriere dello Sport, il manager svedese a capo del CdA proseguirà con l’impegno in prima persona della casa tedesca: “Una scelta già deliberata che non poteva essere formalizzata dal suo predecessore Dieter Zetsche”.

Il 2021 è lo spartiacque tra la Formula 1 che è stata finora, per ripartizione dei proventi, budget, diritti speciali in capo ad alcune squadre – economici o di veto – e un futuro “scritto” nei princìpi, da sottoscrivere e scolpire in un impegno vincolante.

F1 UN MOLTIPLICATORE UNICO

Dal Patto della Concordia a un nuovo accordo. Mercedes dice sì, perché le stagioni del dominio hanno prodotto ritorni d’immagine e ricadute positive tali da essere equiparabili a investimenti per 3 miliardi di euro in pubblicità, a fronte di un impegno notevolissimo sì, un budget che per i big – Mercedes, Red Bull, Ferrari – si colloca sui 450 milioni di euro a stagione, ma dalla leva enorme. La F1 quale moltiplicatore ineguagliabile.

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Dire sì, confermare la presenza dopo il 2020, vuol dire impegnarsi a fronte di budget che verranno notevolmente ridimensionati rispetto ai valori attuali. E qui si innestano le discussioni ancora in essere, tra Liberty Media e le squadre. Dove porre l’asticella e con quale progressività arrivare al limite che, nei mesi scorsi, era indicato in 170 milioni di euro.

I DUE FORNI F1 E F.E

“Källenius avvierà un progetto di forti risparmi, ma ha chiaro il fatto che il denaro destinato alla Formula 1 sia ben speso. Si continuerà dunque nel Mondiale e, alla fine di quest’anno si partirà con la Formula E, che al momento non costa più di 20 milioni all’anno: briciole per il gigante tedesco.

Di qua i muscoli e la promozione dell’intera gamma che fa brum brum, di là il messaggio politicamente corretto dell’elettrico e della sostenibilità ambientale”, scrive Solms.

QUALE FUTURO PER WOLFF?

Quale assetto manageriale avrà la Mercedes del 2021 e degli anni a seguire deve considerare anche i rumours circolati sul ruolo di Toto Wolff, che del team di Formula 1 è anche azionista.

Per Forbes, Wolff potrebbe diventare il futuro a.d. della Formula 1, voci ovviamente smentite dal diretto interessato, mentre in materia di un possibile veto della Ferrari, riconosciuto dall’attuale Patto della Concordia, andrà monitorato lo scenario che si avrà dal 2021, se il diritto di veto continuerà a essere riconosciuto alla squadra di Maranello, aspetto sul quale i team inglesi sono allineati sul ritenerlo “superato”.