Cosa farà Vettel tra un anno? Cosa farà Verstappen? E Hamilton? Forse già prima della scadenza del 2020? I giochi del mercato piloti ruotano intorno ai tre grandi in scadenza al termine della prossima stagione, prima del “reset” che la Formula 1 intende attuare nel 2021. Nuove macchine, gomme, regole sportive e tecniche.

L’idea, poi, non del tutto peregrina, che gli scenari possano cambiare anche in anticipo, a fine 2019, interessando Vettel e Hamilton, in un avvicendamento carico di fascino. Ricostruzioni. Come la possibilità che Seb lasci la Formula 1 a fine anno, altro rumour recentemente assurto agli onori delle cronache.

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PIANO QUINQUENNALE

Non è un rumour, piuttosto un progetto, quello di Lewis Hamilton. Parole invernali, dalle registrazioni del programma di David Letterman per Netflix, "My Next Guest Needs no Introduction", diffuso nei giorni scorsi sulla piattaforma on-demand.

C’è ancora la Formula 1 davanti, non potrebbe essere altrimenti. Di ritiro, per il momento, non se ne parla. “Michael (Schumacher; ndr) si ritirò quando aveva 38 anni. Io ne ho 33 (oggi 34; ndr) e nella mia mente posso senza dubbio fare 5 anni. Sono assolutamente determinato a vincere. Quel che mi guida davvero e che sento che in qualche modo può mancare ai miei avversari, è quel fuoco.

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Ho quest’opportunità, potrei facilmente mollare proprio ora ma sento che la sprecherei se non continuassi a migliorare, crescere e spingere, ha raccontato Lewis.

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È in corsa per agguantare il primato dei 7 titoli mondiali, il record di vittorie e, la stabilità regolamentare che si avrà fino al termine del prossimo anno, depone totalmente a favore degli obiettivi. Ed è la ragione principale per vedere ancora Lewis con la tuta Mercedes addosso fino alla naturale scadenza del contratto.

Poi, un cambiare sfida, vestirsi di Rosso, per provare a confermarsi con la Ferrari, farlo in un’era tecnica che si annuncia radicalmente diversa. Sarebbe il naturale chiudere una carriera da più vincente di tutti i tempi.

Essenzialmente devo continuare il più a lungo possibile, fino a quando non mi divertirò più”, ha aggiunto.

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UN 2019 NELLA MEDIA 

Le vittorie di Barcellona e Monaco, la testa del mondiale, dopo 6 gare l’unico avversario lo trova nel box accanto. Eppure, Lewis ha giudicato il proprio inizio di campionato come “nella media”. Per uno che punta all’eccellenza, non basta. Dopo Monaco, ha commentato: “Sento che finora, nelle prime sei gare, ho espresso un rendimento medio. Sento di avere il meglio a disposizione. Arrivo preparato, al meglio di quanto sia possibile, ma in termini di estrazione della vera performance dalla macchina, sento d’aver faticato un po’ in queste sei gare”.

Bilancio che si lega a quanto raccontato a Letterman, prima che avesse inizio il mondiale, e le sfide mentali per essere sempre al massimo. “E’ un anno difficile. Mentalmente vivi questi enormi picchi, di vittorie e successo, poi hai grandissimi cali. È qualcosa di cui non ho mai parlato, spesso però, da atleta accade che soffri instabilità a livello mentale e della necessità di mantenere la calma quando tocchi il fondo.

Se sei fortunato, raggiunto il fondo puoi trovare nuova forza, è tutto in come ti rialzi non come cadi”.