È la pista di Lewis. Sulla quale, a sorpresa, nel 2018, ha mancato pole e vittoria. Questione di motore fiacco, allora (anche se Bottas fece secondo con uguale intoppo). Un’evoluzione rinviata per dei problemi di affidabilità avuti al banco. Il Gran Premio del Canada al quale si prepara Mercedes ha, oggi, tutt’altro contorno. Del dominio indisturbato, da proseguire: vincere a Montreal per chiudere un terzo di campionato da imbattuti.

BATTUTA DAVVERO SUL DRITTO?

Dovranno riuscirci su un circuito che, per caratteristiche, sulla carta favorisce più le caratteristiche della Ferrari SF90 che non della Mercedes W10. Potrà provare a fare la differenza in due varianti, le più guidate nel secondo settore, lento nel quale conterà girare bene e avere grip, in inserimento come in uscita.

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Posto che sul dritto paghi davvero così tanto rispetto alla Rossa. Dritto sul quale gli interrogativi  sono quelli di un’aerodinamica dal maggior drag, conseguenza dell’elevato carico sviluppato dal corpo vettura.

ERRORI MONEGASCHI DA EVITARE

Alle spalle c’è il trionfo di Hamilton a Montecarlo e il podio di Bottas, non senza macchie sulla gestione della corsa. La gomma sbagliata montata al pit-stop avrebbe avuto tutt’altre conseguenze su un’altra pista con maggiori opportunità di sorpasso, un errore da non ripetere.

“Monaco non è stato un week end facile per il team. Da un lato, vincere a Montecarlo è una delle cose migliori che possa vivere un team di Formula 1, specialmente se avviene con una gara così serrata e un finale sul filo di lana.

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Dall’altro, la perdita di Niki ha colpito tutti noi duramente. Pensiamo però che sarebbe stato fiero delle prestazioni che abbiamo espresso”, ricorda Toto Wolff. Mercedes che confermerà la Stella rossa sulla livrea della W10, non l’Halo colorato in onore di Lauda.

CURVE CERCASI

La specificità del Circuit Gilles Villeneuve è nel concentrare tanti allunghi in un giro breve e con poche curve sulle quali fare la differenza. Si potrà fare nell’efficienza del passaggio sui cordoli e nel ripartire in trazione fuori dalle chicane. Basterà? In “aiuto” è atteso dalla power unit evoluta, in linea con un “ordinario” ciclo di rotazione dei 3 elementi sulle 21 gare.

“La prossima gara ci porta in Canada, l’unica trasferta nella “stagione europea”. Per ampi versi, le sfide di Montreal sono all’opposto di quelle avute a Monaco, il circuito Gilles Villeneuve è una pista da alte velocità con rettilinei relativamente lunghi e tante opportunità di sorpasso.

In modo simile a Monaco, comunque, i muretti puniscono pesantemente qualsiasi errore e la qualifica è serrata su un giro relativamente corto.

Il Canada è la settima gara stagionale e iniziamo a vedere più chiaramente i punti di forza e quelli deboli della nostra macchina. Nelle precedenti sei, siamo stati molto forti nelle curve ma abbiamo perso tempo sui rettilinei.

Questo fa del Canada una sfida enorme, viste le caratteristiche che potrebbero favorire i nostri avversari, dice Wolff.

Ci sono tanti lunghi rettilinei e poche curve nelle quale recuperare tempo, ma non vediamo l’ora inizi la sfida. Abbiamo assistito di recente ad alcune grandi gare in Canada e ci aspettiamo un altro week end ricco di azione”.