Il “passatismo” è un rischio sempre vivo in Formula 1. “Una volta era tutta un’altra F1”, “Vuoi mettere lo spettacolo degli aspirati?”.

E così proseguendo, con esempi che arriverebbero, a ritroso, alla Formula 1 dei Cavalieri del Rischio. Ciascuna era ha le proprie caratteristiche, protagonisti, eroi diversi per sfide diversissime della tecnica. Sempre eccellenza di un dato periodo storico.

Lewis Hamilton, nella conferenza stampa del giovedì, ha tratteggiato le caratteristiche di una Formula 1 che stuzzica i ricordi, evoca nostalgia e piacerebbe a tutti gli appassionati. Fatta di motori V12, cambi manuali, assenza di servosterzo.

Una F1 di gladiatori, per “uomini e non ragazzini”. Parole risuonate mentre accanto sedevano Lance Stroll e Lando Norris, con un paddock 2019 che registra gli ottimi esordi di Alexander Albon e George Russell, ciascuno in rapporto alle possibilità delle rispettive monoposto.

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Norris, commentando le parole di Lewis, non ha mancato di puntualizzare alcuni aspetti, intercettando la frecciata del campione: “Dovevano essere parole rivolte a me, George e Alex, perché siamo i più giovani arrivati in Formula 1. Non sto soffrendo forse quando vorrebbe lui. Però non so perché dica queste cose ora e non quando ha iniziato lui. Oggi la Formula 1 è molto più dura di quando cominciò lui.

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Monoposto più pesanti e, nonostante tutto, spesso più veloci rispetto a un decennio fa, di un’altra era tecnica, semplicemente diversa.

Hamilton ha prospettato il bello di una guida senza servosterzo, salvo aggiustare subito il tiro e limitarsi a un “minor effetto del servosterzo, io lo utilizzo già al minimo e per me è più dura la guida”. 

TUTTI PILOTI ATLETI

Una Formula 1 nella quale conti anche la forma fisica, la prestanza, o piuttosto esclusivamente l’abilità? Lo stato di preparazione atletica dei 20 piloti in griglia è su livelli medi altissimi, veri atleti e probabilmente mai in passato la preparazione media è stata così curata.

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Norris ha proseguito nella sua replica a Hamilton, spiegando: “Se vuole, può dire al suo team di staccare il servosterzo. Penso sarebbe anche bello disattivarlo manualmente, non so dove stia il problema”.

F1 PER UOMINI (E DONNE)

Se le valutazioni di Hamilton su una Formula 1 non sufficientemente sfiancante, tale a fine gara da lasciarlo in forma per correre altri due gran premi creano due scuole di pensiero, il commento di uno sport che dev’essere “da uomini” si è prestato al rischio gaffe. 

Parole sulle quali, Lewis, ha poi precisato a Sky Sports: “Quel che intendo dire è che è uno sport per uomini e per donne, mi riferivo piuttosto al fatto che sia uno sport per uomini anziché per ragazzi. Credo che la Formula 1 dovrebbe essere uno sport per uomini cresciuti, mentre arrivano ragazzi ancora di 17 e 18 anni.

Senza dubbio abbiamo bisogno di avere più donne nello sport, in ogni area”.