Dopo le prime prove libere a Montreal sembrava che nulla riuscisse ad impedire la ripetizione anche in Canada del dominio Mercedes, con Hamilton e Bottas davanti a tutti di quasi 1 secondo. Ma alla fine della seconda sessione troviamo invece entrambe le Ferrari in prima fila virtuale, a precedere Bottas: sebbene il gap sia di soli 134 millesimi, restano comunque un risultato e un recupero inusuali. Come si è arrivati a ciò?

Ovviamente uno dei fattori principali è stata l'assenza di Lewis Hamilton al momento delle simulazioni di qualifica con le Pirelli soft, per via dell'incidente che l'ha visto picchiare in uscita di curva 9 dopo 8 giri di prove. «Ho fatto un piccolo errore in FP2 – ammette Hamiltone ho danneggiato la macchina. È stato un errore innocente: stavo facendo più giri sulle gomme medium, cercando di trovare il limite, e ovviamente sono andato un po' oltre. Ho avuto un grosso scarto e sono partito in una lunga scivolata, sperando di riuscire a non colpire il muretto: ma sono cose che succedono. I ragazzi hanno provato a fare tutto il possibile per risolverlo, ma non c'è stato abbastanza tempo».

Sebbene sia abbastanza normale, nelle prove, vedere Lewis alla ricerca del limite con un approccio che spesso lo porta a superarlo scientemente, tuttavia raramente questo si risolve in qualcosa di più di un dritto o un testacoda senza conseguenze. Ma stavolta non è andata così: «Già, non ricordo l'ultima volta che ho perso un'intera sessione, in passato. Non è sicuramente fantastico guardare le prove dal box: sembra di stare nell'ufficio del preside, desiderando tornare in classe…», conclude Hamilton.

Per quanto riguarda Valtteri Bottas, pur senza incidenti, c'è una spiegazione per aver ottenuto solo il 3° tempo in FP2: «La macchina va forte, ma abbiamo ancora del lavoro da fare sul bilanciamento: abbiamo apportato dei cambiamenti in FP2, ma anche se si è rivelata un po' più veloce, è diventata più difficile da guidare. Quindi dobbiamo giusto verificare se c'è qualcosa che avremmo potuto fare meglio e cosa fare per domani». Insomma, il "mancamento" Mercedes sembra essere del tutto momentaneo e comunque nei long run Bottas è stato il più veloce.

E la nuova power unit? «È bello avere un nuovo motore con un po' più di potenzaracconta Valtteri – non è una differenza enorme, ma puoi sentirla, ed è davvero una bella sensazione. La Ferrari resta molto veloce sui rettilinei, potremo dover battagliare, ma sono fiducioso soprattutto per le qualifiche».

Le impressioni e le dichiarazioni dei piloti vengono confermate dal direttore tecnico James Allison, ma non solo: «La giornata era iniziata in modo promettente, poi abbiamo avuto qualche difficoltà: abbiamo perso un po' di tempo in pista, prima per il problema al sistema di alimentazione con Valtteri e poi per il contatto a muro di Lewis. Ma pur tra questi problemi abbiamo una macchina che ha risposto bene e siamo riusciti a farci un'idea delle condizioni della pista e del comportamento di tutte e tre le mescole di gomma. È chiaro che le gomme posteriori soffriranno di surriscaldamento, ma dovremmo essere in grado di gestirlo. Come temevamo, su questa pista la Ferrari sarà più vicina, ma questo renderà più interessanti le qualifiche e la gara».