Nei 70 giri del GP a Montreal sono successe diverse cose, ma è ovvio che a fine gara l'attenzione di tutti sia andata su un solo determinante episodio: quello al giro 48, quando Sebastian Vettel è andato lungo nell'erba alla esse 3-4, rientrando in pista con Lewis Hamilton a fianco e mandandolo oltre la riga di bordo pista, oltre a farlo frenare per evitare di essere spremuto contro al muretto. Manovra involontaria, certo, ma i commissari hanno dato 5 secondi di penalità a Seb, che finito davanti al traguardo si è però visto arretrare 2° in classifica, dove la vittoria è stata assegnata a Lewis. Analizzeremo meglio tutto questo a parte, reazioni postgara dei protagonisti comprese.

Il resto della gara ha visto Vettel normalmente davanti (salvo i cambi gomme) e autore di un riuscito undercut. Sul finale però Hamilton era più veloce, mentre il tedesco era molto più al limite per cercare di difendere il primo posto (ed è per questo che ha sbagliato). Poi l'inglese si è accontentato di gestire la situazione, che ha sempre tenuto in mano. Terzo gradino del podio per Charles Leclerc, autore di una buona gara anche se ad un certo punto è stato messo su un "piano B" (hanno posticipato il pit-stop) per pararsi da eventuali safety car, che però non ci sono state.

Alle loro spalle si sono classificati Valtteri Bottas e Max Verstappen, ma in entrambi i casi non hanno fatto molto di più che superare i "team B", penando pure un po' in un paio di occasioni. Nel caso di Max hanno impostato una tattica (partenza su hard e sosta tardissima) che non ha pagato come sperato, mente per Valtteri hanno giocato la carta del punto per il giro veloce, ottenuto montando le soft. Missione completata, ma in campionato Hamilton ha comunque allungato a 162 punti contro i 133 del finlandese, mentre Vettel segue a quota 100.

Le maggiori difficoltà di sorpasso Bottas le ha avute con un coriaceo Daniel Ricciardo (una lotta spettacolare e intensissima) che consegna alla Renault un notevole 6° posto finale al quale si aggiunge il 7° di Nico Hulkenberg in scia, il quale ha sofferto una tattica un po' troppo protettiva del team, che ha comunque ottenuto un gran risultato di squadra. Lo porta infatti a soli 2 punti da McLaren (28 contro 30) per essere il quarto costruttore.

Pierre Gasly si deve accontentare dell'ottavo posto, davanti a un Lance Stroll oggi abbastanza concreto, riuscito nel finale a superare Carlos Sainz che, passato poco dopo anche da Daniil Kvyat, finisce appena fuori dalla zona punti. Per lo spagnolo decisiva la necessità di sostare (con cambio gomme) al terzo giro per una presa dei freni ostruita.  Per la McLaren si aggiunge poi lo strano incidente a Lando Norris che si è ritrovato con la ruota posteriore destra aperta senza apparenti urti.

Sergio Perez raccoglie meno di quanto sperato con il 12° posto finale, e da qui in poi troviamo piloti che hanno avuto diverse vicissitudini, tra tattiche sbagliate, errori o altro, a partire da Antonio Giovinazzi che comunque è finito più avanti di Kimi Raikkonen: peccato che siano entrambi fuori da zona punti. Da parte sua Romain Grosjean si è perfino ritrovato quasi nell'abitacolo metà dell'ala persa da Alex Albon, preso a tenaglia al via: una gara iniziata male per entrambi, come pure per Kevin Magnussen che partendo dalla pitlane non è riuscito a mettersi in gara. Ma almeno in questo modo George Russell può incamerare un 16° posto con due piloti dietro, tra cui Robert Kubica, che purtroppo non poteva certo correre come nel 2008.