Non sono mancate le reazioni, immediate, alla penalità comminata a Sebastian Vettel, reo d’essere tornato in pista, dopo il lungo in staccata, secondo il collegio dei commissari in “modo non sicuro”.

Tanti piloti del passato hanno espresso il proprio punto di vista e, la linea che si può leggere, è generalmente di un susseguirsi di eventi che non hanno lasciato molte opzioni a Sebastian per fare diversamente.

Damon Hill, su Twitter, ha commentato: “La mia personale visione è che avrebbe potuto lasciare più spazio, ma abbiamo perso dei giri finali grandiosi a causa della penalità. C’era sufficiente dubbio per lasciarli continuare. Ricordate Dijon!”

Digione dell’epico duello Villeneuve-Arnoux, quasi blasfemo citare tanta arte del volante in questa Formula 1.

INCIDENTE SUL QUALE SORVOLARE

Martin Brundle approfondisce ulteriormente la dinamica dell’errore di Sebastian e giudica così l’operato dei commissari: “Per me si è trattato assolutamente della decisione sbagliata, se fossi stato nella stanza dei commissari avrei lasciato correre. Seb ha commesso un errore, questo l’ha portato sull’erba. Lewis non l’ha fatto e ha fatto la traiettoria di gara. Ma non vedo nient’altro che Vettel avrebbe potuto fare, non ha un freno a mano!

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Alexander Wurz va oltre, per dire: “La mia osservazione sul ritorno in pista di Vettel: il suo casco si sposta per guardare nello specchietto solo dopo la correzione sul volante! Che sia scivolato così a lungo è nelle leggi della fisica. La mancanza di spazio per Lewis è la caratteristico dei circuiti cittadini. Cos’è successo al #LasciateliCorrere? È stato un momento discutibile? Sì! Una penalità? Non a mio avviso”.

Secondo Mario Andretti,la funzione dei commissari è di penalizzare manovre palesemente pericolose, onestamente non errori derivanti da un gareggiare duramente. Quanto accaduto nel Gran Premio del Canada non è accettabile a questo livello del nostro grande sport”.

IL LEONE MANSELL: DECISIONE IMBARAZZANTE

L’idea del Leone d’Inghilterra, Nigel Mansell, inevitabilmente non si discosta dalle valutazioni dei suoi colleghi e commenta: E’ ridicola la penalità di 5 secondi, Seb è stato bravo a non andare contro il muro. Nessuna aderenza sull’erba! Non c’era spazio in pista lì. Grande guida di Lewis. Cosa avrebbe dovuto fare Seb? Pazzi, la macchina è finita fuori e a quel punto era un passeggero. Molto, molto, imbarazzante. Nessuna gioia nel guardare questa gara, due campioni che guidano in modo splendido, finirà in un risultato bugiardo”.

Un eccesso di intervento da parte dei “giudici” della corsa, che avrebbero potuto lasciar correre. Non sorprenderebbe, per la tendenza della moderna Formula 1, ritrovare tra un anno una Montreal con la via di fuga incriminata, asfaltata.

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Rientrerebbe bene nella filosofia del “zero rischi a tutti i costi”.

Johnny Herbert, ha giudicato l’episodio contestando una F1 troppo soft: “E’ da pazzi, non puoi più correre… le corse si sono ammorbidite… sbagliato sbagliato sbagliato”. Tanto a Jean Eric Vergne quando a Jason Plato, è piaciuto il gesto plateale di Vettel a invertire l’ordine delle tabelle assegnate ai primi tre, per il pilota inglese: “Pessima, pessima decisione dei commissari di Formula 1. Fantastico Seb a invertire le tabelle dei piazzamenti”.

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QUALI ALTERNATIVE PER SEB?

Jenson Button torna sulle opzioni che, realisticamente, avrebbe avuto Vettel per comportarsi diversamente, e dice: “Per me è un incidente di gara. Sì, Seb ha commesso un errore, però devi realizzare, non puoi semplicemente fermare la macchina e restare fuori dalla pista. Non meritava una penalizzazione. Questa pista è stretta, non è un circuito con largo con ampi spazi, non scegli di trovarti lì”.

Allineato, anche Allan McNish: “Non sono davvero sicuro su cosa avrebbe potuto fare diversamente Vettel quando rientrato in pista… con quella dinamica che ha vissuto sarebbe finito sempre e comunque là dove si è trovato… decisione severa per Vettel”