Tutt’altro che un week end facile, per Mercedes. È arrivato il successo di Hamilton ma, con le premesse della domenica mattina, anche il secondo posto sarebbe stato da considerare un gran risultato.

Problemi di tipo idraulico hanno costretto il team a un lungo intervento in regime di parco chiuso, la sostituzione del sistema idraulico della power unit, autorizzato dalla FIA secondo l’articolo 34.2 del regolamento sportivo.

“Quella che ha l’aspetto di una vittoria è, in realtà, un week end dietro le quinte molto difficile per il team. Avevamo una macchina in milioni di pezzi a causa di una perdita idraulica. Non eravamo certi di poter correre e di finire la gara. Poi, metà del team era influenzato e nessuno l’ha visto, si è trattato di un andare avanti”, ha commentato Toto Wolff.

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I dubbi sulla tenuta della monoposto di Lewis da sommare ai problemi registrati al sabato sulla power unit evoluta montata da Racing Point: “Avevamo il motore rotto sulla macchina di Lance e non sapevamo se ci avrebbe o meno condizionato. Nel complesso è stato uno dei week end di gara più difficili che possa ricordare, anche se dall’esterno non è sembrato affatto così”.

BOTTAS CONDIZIONATO DALLA QUALIFICA

E, un Gran Premio del Canada difficile, lo è stato anche per Valtteri Bottas, a dover controllare e gestire il surriscaldamento di freni e power unit nelle prime fasi di gara, nelle quali ha corso nel traffico e ingaggiato la battaglia con Daniel Ricciardo.

“L’inizio della gara è stato più duro di quel che speravo, ho perso una posizione per essere rimasto imbottigliato in curva 2, poi c’era un trenino di macchine con il DRS in avvio.

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Nel primo stint siamo stati condizionati dal surriscaldamento del motore, così abbiamo corso vicini quanto serviva per mettere pressione. Aspettavo l’occasione per passare e alla fine sono rientrati ai box ma in quella fase ho perso terreno dai primi tre”, analizza Valtteri, che vede salire a 29 i punti di ritardo da Hamilton nel mondiale.

Una gara e un risultato deludenti per il pilota finlandese, condizionati dalla qualifica: In aria libera andava bene, non avevo problemi, lo stesso è accaduto nel secondo stint, mi sentivo veloce.

Tutto però è conseguenza della qualifica, ci aspettavamo di essere in prima fila o almeno in seconda, essere in terza rende tutto più difficile nella gestione delle temperature e sapevamo che avremmo potuto avere dei problemi”.