C’è altro, oltre la corsa contro il tempo per rimettere insieme la macchina di Hamilton, domenica mattina, prima del via del Gran Premio del Canada.

Un week end difficile per Mercedes, col senno di poi a rileggere la chiamata strategica in gara che ha visto Lewis fermarsi due giri dopo Vettel, al 28° passaggio, nel tentativo di produrre un overcut che non ha funzionato per il decadimento della prestazione della gomma e non è coinciso con alcun periodo di neutralizzazione che avrebbe abbonato molto tempo.

PICCOLO INTERVENTO GRANDE EFFETTIO

Problemi di surriscaldamento magicamente risolti dalla variazione apportata al pit-stop, modifiche “solite” che, a Montreal, hanno cambiato il volto della gara e permesso a Hamilton di spingere nel secondo stint, dove nel primo ha dovuto gestire la distanza dalla Ferrari per controllare le temperature.

L'editoriale del Direttore: ferito il cuore di un duello bellissimo

Andrew Shovlin, direttore delle operazioni in pista degli ingegneri, ha spiegato, nella consueta analisi post-gara: “Nel secondo stint eravamo molto più veloci rispetto al primo e questo è dovuto ad alcune modifiche fatte al raffreddamento della monoposto, durante il pit-stop, che ha fatto sì all’improvviso che Lewis potesse davvero spingere più a fondo e mettere pressione su Sebastian”.

DA OVER A UNDER SENZA DUBBI

Col senno di poi, sapendo di un impatto così grande degli interventi di apertura delle griglie poste accanto al cockpit, avrebbero richiamato Hamilton per il cambio gomme prima di Vettel: “Ora, se avessimo saputo di avere quella differenza di passo, avremmo deciso certamente per l’undercut, ci saremmo fermati un giro prima e sarebbe stata una lotta ravvicinata e forse avrebbe funzionato.

Wolff, in Canada uno dei week end più difficili per Mercedes

Anche se non avesse funzionato, Lewis avrebbe avuto gomme calde al ritorno in pista di Sebastian su gomme fresche e forse avremmo avuto una chance di sorpasso”.

PERDITA IDRAULICA SULL'ACCELERATORE

Shovlin approfondisce anche la questione della perdita idraulica scoperta dopo la qualifica, sulla quale il team è intervenuto domenica mattina, smontando il fondo e rilevando subito l’origine del problema. “L’investigazione è stata spostata a domenica mattina, quando ci è permesso di lavorare di nuovo sulle macchine. Abbiamo smontato la power unit e rintracciato la perdita nell’attuatore dell’acceleratore e abbiamo fatto richiesta alla FIA di cambiare l’attuatore e alcuni degli elementi idraulici collegati.

Si tratta di un gran lavoro e ci sono molte cose da fare, è stato decisamente un compito difficile rimettere insieme la macchina di Lewis per l’inizio della gara.

Quando hai un problema sconosciuto o una perdita, il punto è che non sai quanto ti ci vorrà per trovare la perdita. Siamo riusciti a riassemblare la macchina.

Dove restavamo esposti al rischio, era all’accensione della power unit, se vi fosse stato un altro problema e fosse stato necessario smontare di nuovo il motore, è lì che saremmo rimasti a corto di tempo e, forse, non saremmo riusciti nemmeno a partire”.