Ancora una fase di Virtual Safety Car gestita non al meglio in casa Mercedes. Dopo il tempo perso da Hamilton a Baku, a cedere secondi preziosi a Valtteri Bottas in testa alla gara, al Paul Ricard è toccato al pilota finlandese perdere terreno su Leclerc alle proprie spalle.

In Azerbaijan fu una rappresentazione del display non chiara a condizionare Lewis. Nell’intervenire sui parametri di regolazione della power unit, il tempo delta era sparito dal volante, portandolo a un eccesso di delta positivo.

In Francia, invece, la criticità nella gestione della VSC da parte di Bottas è stata legata, in parte, alla brevità del periodo di neutralizzazione. Una decisione della direzione gara per consentire ai commissari di entrare in pista e rimuovere un birillo abbattuto a centro curva.

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È stata la fase di VSC più corta avuta finora, 32” in totale, dei quali 18” dall’introduzione della VSC alla sua fase di conclusione. È un lasso di tempo molto, molto denso di compiti per i piloti. Dobbiamo portare la power unit in una serie di modalità differenti perché funzioni in modo sicuro nella fase di VSC e sia pronta a riprendere alla ripartenza.

Dal messaggio di ‘VSC ending’ ci sono stati 14 secondi, di nuovo un lasso di tempo molto corto”, spiega Andrew Shovlin.

ENTRARE NEL TEMPO DELTA 'SICURO'

Nel dopogara, Toto Wolff ha sottolineato la “dormita” di Bottas nel gestire il margine di vantaggio su Leclerc, avvicinatosi a tal punto da farsi vedere negli specchietti sull’ultima curva all’ultimo giro.

Shovlin spiega i fattori che hanno portato al delta eccessivo di Bottas (da regolamento, i piloti devono alzare il ritmo del 40%): “Valtteri si trovava su una curva veloce e in arrivo su una lenta, quando è stato esposta la VSC.

In realtà, è finito in una situazione che chiamiamo “non sicura”, relativamente al suo tempo delta. Ciò vuol dire che era negativo, ovvero, una condizione che, se fosse proseguita, l’avrebbe portato a ricevere una penalizzazione.

La priorità era portarlo ‘safe’ relativamente al tempo delta, cioè rallentare, e sono serviti alcuni secondi per farlo. L’ha fatto e si è ritrovato circa 4” al sicuro sul tempo delta e tutto era ok. Il problema è stato non aver avuto molto tempo e spazio per riportarsi in una condizione di essere diciamo a “zero”, quando è stato esposto il messaggio di ‘VSC ending’”.

DELTA ZERO

La fascia così compressa tra avviso dell’utilizzo della VSC, il suo sviluppo, avviso della fase conclusiva prima della ripartenza, ha dato poco tempo per adeguare il tempo delta. Col senno di poi, Valtteri avrebbe potuto rallentare meno nella fase iniziale, nel passaggio da delta negativo al +4” eccessivamente sicuro.

“Abbiamo perso alcuni secondi in rapporto al tempo delta ottimale ma avrete visto come Leclerc si trovava esattamente nella stessa condizione. Si è avvicinato solo di pochi decimi, ha scontato lo stesso dilemma (gestito molto meglio; ndr), perché si trovava nella stessa parte della pista nella quale eravamo noi.

Quindi, nelle fasi di VSC, quando dura un po’ di più hai tempo a sufficienza per riportare il delta circa a zero, ma quando è così corta è tutto un po’ più caotico e non abbiamo ottimizzato completamente la situazione”.