Da vincitore nel GP a Spielberg dello scorso anno nonché portacolori del team "austriaco" Red Bull (per quanto la sede della squadra sia a Milton Keynes), Max Verstappen non poteva non essere tra i convocati alla consueta conferenza del giovedì tra stampa e piloti. Ovviamente le prime domande vertono su quali aspettative possa avere di ripetere quel risultato. «Non molte, credo – risponde Max sarà difficile, ci sarebbe bisogno di un bel po' di fortuna», e in effetti anche nel 2018 ci fu "l'aiutino" dei ritiri Mercedes.

Ma quindi cosa può dire sulle prestazioni della sua RB15, che l'ha portato per 5 volte al 4° posto quest'anno? Non è magari un po' frustrante? «Mah, non lo definirei frustrante, non è che sia a chilometri di distanza dagli altri. A volte ho davanti una Ferrari, a volte una Mercedes, però non sono mai troppo lontane. Dobbiamo continuare a spingere tanto per cercare di ottenere qualcosa di più dalle prestazioni della macchina, ma anche dal motore, al momento. Chiaramente manca un pochino di passo su entrambi gli aspetti, sia di telaio che di motore».

E Verstappen prosegue: «Però io non sono qui per essere quarto, ma per vincere le gare. Non è così interessante guidare per il quarto posto, però ci manca ancora qualcosa per puntare a posizioni più alte». C'è allora la possibilità che esaurisca la pazienza in Red Bull e punti ad altre opzioni nei prossimi anni? «Onestamente credo che sia più importante vedere cosa il team porterà nelle gare a venire. Non sono troppo preoccupato di quello che accadrà l'anno prossimo o anche dopo. Al momento voglio concentrarmi solo su questo progetto perché credo che ci sia ancora parecchio potenziale, siamo soltanto all'inizio. Come ho detto, però, non voglio continuare a guidare per il quarto posto finché avrò 35 anni… Quindi vedremo».

Ma c'è qualche problema particolare sulle attuali Red Bull, o semplicemente non sono abbastanza veloci? «Mah, non è che non siamo abbastanza veloci in generale. Se guardiamo alla gara al Ricard, chiaramente ci mancava la velocità di punta, soprattutto rispetto a Ferrari. Però c'erano anche due o tre curve nelle quali eravamo più lenti rispetto a Mercedes. Quindi, come ho già detto, dovremo cercare di lavorare su entrambi gli aspetti, per tornare sul podio».

Andando su argomenti più generali, a Max viene chiesto un commento sulla noia delle ultime gare: «Chiaramente sarebbe bello avere più lotte e più sorpassi. Però non è solo questione di macchine, perché è vero che è parecchio difficile seguire e superare gli altri se non sei molto più veloce, perché c'è anche una questione di gomme, che se le surriscaldi quando sei dietro a un altro inizi a scivolare oppure devi passare prima al pit-stop se le consumi».

«Insomma è una combinazione di fattori – prosegue Verstappen –. Bisogna trovare qualcosa di diverso per controllare il carico aerodinamico e quindi poter stare più vicino agli altri, e poi si può fare probabilmente qualcosa di più con le gomme, quindi dobbiamo dare maggior sostegno alla Pirelli in questo. Inoltre al momento la differenza tra i motori è ancora troppo significativa, quindi rendendo i motori meno complessi e chiudendo questo divario, sempre mantenendo i motori ibridi, credo che si potrebbe ottenere un risultato migliore».

In merito a certe decisioni Fia, da alcuni piloti è partita l'idea di commissari sportivi presi tra ex piloti di Formula 1 e magari già campioni mondiali, e su questo viene chiesto a tutti i presenti di dire la propria. Così, facendo seguito a Sergio Perez che chiede venga costituita una commissione unica di commissari, per avere uniformità di giudizio, Verstappen commenta: «Io non credo che sia positivo avere gli stessi commissari ogni volta. Penso al calcio: se dovessi giocare tutte le volte con lo stesso arbitro e non gli sto simpatico, non sarebbe divertente. Lo stesso credo che valga per la Formula 1: se ci saranno sempre gli stessi commissari, non funzionerà. Piuttosto, in gran parte dei casi il problema è il regolamento, perché ci sono degli steward che hanno una visione diversa delle cose e però non possono dare una decisione diversa perché sul regolamento c'è scritto quello. Non so nemmeno se avere soltanto ex piloti di Formula 1 possa cambiare molto, perché alla fine le penalità da comminare sarebbero sempre le stesse».