Poco prima delle 18:00, entrambi sono arrivati in direzione gara, davanti ai commissari del GP d’Austria, per capire se la classifica finale resterà quella scritta da un bel duello in pista tra Leclerc e Verstappen o, ancora, interverrà la mano della legge a correggere il risultato sportivo.

Via dal Paul Ricard, Verstappen e Red Bull, raccontando quanto sarebbe stata difficile al Red Bull Ring, impensabile ripetere la vittoria del 2018 se non fosse accaduto qualcosa di clamoroso. Accade che, in partenza, Max parte malissimo, vanifica la prima fila e si infligge una gara a handicap. Rincorre dalla settima posizione, mentre il Cavallino in testa costruisce le basi del successo.

Dopo la partenza che ho avuto, pensavo fosse finita la gara. Abbiamo continuato a spingere a tutta”, dice l’olandese davanti a una folla da Zandvoort, tanto è l’arancione sulle tribune autriache.

Va forte specialmente sulla gomma dura nel secondo stint, la Red Bull numero 33. Certo non è trascurabile il passo nel primo, con gomma media, visto come regge al ritmo di Leclerc: dai 15”2 di gap tra i due al decimo giro, subito dopo essersi liberato Verstappen di Raikkonen, a chiudere il quintetto dei big, Max gira sul passo di Leclerc e anche meglio, tanto da arrivare a 13”6 al 21°, giro che precede il rientro di Charles.

“Abbiamo visto di avere un buon passo in rettilineo, sono estremamente contento per il team e la Honda. Vincere qui è incredibile”, dice subito giù dalla macchina.

IL SORPASSO, UNA BATTAGLIA NORMALE

Il passo, la gestione gomma, la velocità. Tutto bene, sì, però il cuore della corsa è un altro: la duplice sfida ruota a ruota con Leclerc: “E’ stata semplicemente una battaglia normale, credo debba essere confermato il risultato dai commissari.

È semplicemente gareggiare, se non ci lasciano gareggiare bisogna chiudere la F1”. Quel che vorrebbero vedere tutti i tifosi, confronti liberi e accesi, uno scenario che ha bisogno, però,  subito di un intervento della FIA, a modificare alcuni articoli del regolamento sportivo e sollevarci da code di giudizio da parte dei commissari. Senza, resterà sempre uno scollamento tra visione, desiderio di una tipologia di gare volute e vincoli regolamentari.

MALISSIMO AL VIA

Non è una giornata perfetta per Verstappen, non corre la gara da dominatore assoluto. La macchia sul via da dimenticare ha trasformato la corsa in una scalata, con la vetta avvistata come raggiungibile solo una volta passato Bottas: “Dopo un partenza come quella, riuscire a rimontare posizioni, allora cominci a crederci di poter puntare ala vittoria. Non me l’aspettavo. Si, prima del 2° posto era difficile pensare alla vittoria, sapevo sarebbe stata molto dura.

La lotta con Leclerc? È racing, sono le gare. Certo, se fosse stata al contrario la lotta per il primo posto, sarei anch’io deluso d’essere secondo.

Abbiamo lottato con il coltello tra i denti ma non penso ci sia stato nulla di sbagliato. Cosa mi aspetto dagli steward? Non mi aspetto nulla”, racconta Max.

Il tema tecnico è risultato evidente nella gestione delle gomme. Media e dura si sono comportate su Red Bull come non, ad esempio, su Mercedes, alle prese con problemi di temperature sulla power unit. Essere andati molto più lunghi nel primo stint mi ha aiutato ad avere un vantaggio nel secondo, avevamo qualcosa in più nelle gomme rispetto agli altri”.