La fotografia degli ultimi giri del GP d’Austria è impietosa. Pierre Gasly doppiato da Charles Leclerc e da Max Verstappen. La mancanza di prestazione è preoccupante e il confronto con un Verstappen che va a vincere, pesante.

Serve anche il contributo del pilota francese a Red Bull, se vorrà andare a sfidare la seconda posizione nel mondiale Costruttori della Ferrari. Vale appena 43 punti l'apporto in 9 gare di Gasly, contro i 126 punti portati a casa da Verstappen. Numeri che rappresentano al meglio le difficoltà iniziali e le voci sui rischi di taglio che corre nelle prossime gare.

In Red Bull Racing continuano a sottolineare come il sedile sia al sicuro, proteggerlo dai rumours che vedrebbero un ritorno di Kvyat in “prima squadra” non irrealistico e, soprattutto, le possibili trattative con un Nico Hulkenberg in prospettiva 2020 libero.

GARA GESTITA MALE

Le difficoltà avute nel correre contro l’Alfa Romeo di Raikkonen e la McLaren di Norris, per non dire dei rischi corsi su un Sainz rimontante, rappresentano macigni sul morale. “Non sono molto felice delle mie prestazioni, avrei potuto gestire la gara molto meglio (ha sofferto di degrado della gomma; ndr) .

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Sono un pilota al quale piace la competizione e c’è del lavoro da fare. Non ho trovato esattamente quel che voglio dalla macchina, perciò continueremo a spingere.

È positivo vedere come la macchina funziona e penso abbiamo una buona direzione da seguire per le prossime gare. Io ho molto da imparare e da prendere dall’avere Max accanto. Voglio ottenere risultati migliori e so di potercela fare, serve lavorare”, ha detto dopo l’Austria Pierre.

Verstappen è un metro di paragone enorme, per il rendimento che ha assicurato finora a Red Bull, a sfruttare sempre al massimo il potenziale di una monoposto certo non perfetta come la RB del 2018.

RESET NECESSARIO

“Credo che Pierre stia vivendo un momento difficile e noi stiamo facendo del nostro meglio per supportarlo”, ha commentato Christian Horner a motorsport.com.

Penso gli serva solo un reset. Sappiamo ciò di cui è capace, credo dobbiamo solo, in qualche modo, fare un Control-Alt-Canc nella sua testa e ripartire”.

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Un inizio di campionato che lo ha visto collocarsi, mediamente, in nona posizione in qualifica – senza considerare le penalità di Baku e Monaco – contro un Verstappen che viaggia su una media di 4,44: seconda fila piena.

In gara, il quinto posto ottenuto a Monaco è la miglior prestazione stagionale, piazzamento che risulta il peggiore di Max, in Canada.

“E’ un pilota veloce e penso che il problema sia avere accanto Max, che a ogni week end centra il risultato e questo riversa su di lui più pressione. Noi lo supportiamo e crediamo in lui, gli daremo tutto il supporto che possiamo per coltivare il talento che sappiamo ha.

Non abbiamo intenzione di sostituirlo”, ha aggiunto Horner.