Toyoharu Tanabe non si lascia trasportare dall’entusiasmo per la prima vittoria di Honda nell’era turbo-ibrida. Resta ancora tanto da fare perché il motorista arrivi a valere Ferrari e Mercedes.

Un ordine riconosciuto anche da Toto Wolff, dopo il Gran Premio d’Austria. La power unit Ferrari resta il riferimento e, Valtteri Bottas, ha sottolineato come, indipendentemente dalla lunghezza dei rettilinei sui diversi circuiti, il motore 062 Evo riesca a garantire un margine di vantaggio costante.

Ecco, Honda. Il recupero deve passare dall’incremento della potenza utilizzabile. Riuscire a sfruttare appieno il motore, senza il rischio di un cedimento. La Spec 3 ha prodotto un miglioramento di potenza, dall'introduzione avvenuta in Francia, risultato, però, marginale.

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Se c’è un “esercizio” nel quale il motorista deve progredire di più, è l’ottenimento delle massime prestazioni in qualifica. Arrivare a una mappatura che valga i 4 decimi di delta tra Q2 e Q3, tanto deve apportare un vero "party mode". Progresso che, ad esempio, dicono d’aver trovato in Renault, con Hulkenberg e Ricciardo soddisfatti del rendimento in qualifica registrato con la power unit evoluta.

DALLA SPEC 4 PROGRESSI IN QUALIFICA

“Proviamo a utilizzare il motore più a fondo che possiamo, non è facile farlo immediatamente. Continuiamo a sviluppare, forse avverrà con la prossima specifica o aggiornamento, ma non dalla prossima gara.

Vediamo un distacco maggiore in qualifica rispetto agli altri. In gara siamo ancora dietro ma non quanto lo siamo in qualifica”, spiega Tanabe.

“Questo vuol dire che con il prossimo step dobbiamo recuperare una modalità qualifica o qualcosa di simile, non è facile”.

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La quarta power unit, che porterà in penalità Red Bull, è stata annunciata da Helmut Marko in arrivo dopo la pausa estiva, tra Spa e Monza. Timing sul quale Honda non ha offerto conferme.