Il diretto interessato ha già commentato i rumours: c’è un contratto valido fino al 2020 e, il prossimo anno, sarà ancora in Ferrari. Su Sebastian Vettel e il suo futuro in Formula 1 si registrano tante voci, le ultime indicano la possibilità di un ritiro a fine anno.

È disinnamorato dello sport e del suo volto attuale, non ne ha fatto mistero ed è un concetto che ripete intervistato da BBC Sport: Non amo il mondo della Formula 1, anche se non è una posizione giusta, essendo tutto connesso”. Vorrebbe le corse senza il contorno, nella categoria ideale.

“Amo l’aspetto della corsa, dell’essere in griglia di partenza e vedere così tante persone eccitate su quanto facciamo tutti noi piloti, amo correre con queste macchine. Questo è ciò che davvero mi dà molta adrenalina, mi rende nervoso alla domenica mattina quando mi sveglio. Mi sento ancora diverso da quando mi sveglio in un lunedì”.

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Resta il sogno di riportare la Ferrari al titolo iridato, un progetto al limite dell’impossibile per la piega presa dalla stagione: “Voglio riuscire nell’impresa con la Ferrari, se ci riuscirò non lo so ma è ciò che voglio ed è quel che determinerà il futuro. Quanto sta accadendo, ma dipenderà anche dalla direzione nella quale andrà lo sport e così via”.

GIUDICE SEVERO

Sulla pressione di dover vincere a tutti i costi, l’unico risultato che conta per il Cavallino rampante, Sebastian assicura come la frustrazione massima, nel momento del fallimento, dell’errore, sia sua, del pilota, prima di chiunque altro: “Quando la gente dice che c’è più pressione qui in Ferrari e cose simili, non saprei. Dipende dalla pressione che hai al tuo interno, io mi aspetto di far bene e, se non ci riesco, sono quello più arrabbiato, non il tizio che sta guardando in pitlane né l’investitore che sta dietro o chiunque altro.

Non posso immaginare che siano più frustrati di quanto lo sia io, non è possibile, senza voler passare per egocentrico”