“E’ stato un errore mio”. Non cerca scuse, Vettel, alla fine del GP di Gran Bretagna e d’altronde, come potrebbe?

Troppo evidente la frittata fatta al giro 38: superato da Verstappen, ha provato a riprendersi subito la posizione, tentando di approfittare di una sbavatura dell’olandese alla curva 15, ma toppando completamente scelte. Lato sbagliato dove provare il contrattacco, punto di frenata perso e inevitabile tamponamento ai danni della RB15 #33. E sua gara rovinata, terminata con i sacrosanti dieci secondi di penalità arrivati dalla direzione gara.

Peccato perché, fino a quel momento, Vettel aveva ricostruito il suo GP, recuperando da una qualifica poco felice: le potenzialità per il podio c’erano tutte. Va riconosciuta al tedesco, in ogni caso, la lucidità di attendere Max a fine gara e, sportivamente, scusarsi per l’incidente procurato.

“Pensavo ci fosse spazio all’interno - Si è giustificato ai microfoni di Sky - Ma non si è aperto. Ed era tropo tardi, ero troppo vicino e non ho potuto evitare l’incidente. Fino a quel punto la gara stava andando bene, ma sarebbe stato difficile difendersi da Max, fino alla fine. Ha fatto un errore alla curva 15 e pensavo di poterci riprovare. Non ho avuto il tempo per scegliere dove andare, evidentemente ho scelto la parte sbagliata”.

La cosa peggiore è aver buttato punti buoni grazie a una macchina che, dal venerdì alla domenica, è apparsa in netta crescita nonostante le caratteristiche di Silverstone, non proprio congeniali alla SF90. Ed è da questo punto che Vettel vuole ripartire: “Oggi la macchina ha dato buone sensazioni, ero molto soddisfatto del passo gara. Di questo sono contento”.

Competitività da usare tutta per difendersi da una Red  Bull sempre più consistente, pronta a candidarsi come vera seconda forza del campionato: “Già da venerdì le Red Bull sembravano forti in configurazione gara - Ha concluso il tedesco - Sapevano fossero molto vicine”.