Il Gran Premio di Silverstone sarà probabilmente ricordato a lungo, per la grande mole di spettacolo "vero" che è riuscito a offrire: parliamo di duelli in pista con il coltello tra i denti, senza tante sottigliezze regolamentari ma anche "rispettosi" generalmente, a partire fin dal primo giro con quello tra Valtteri Bottas e Lewis Hamilton. Da pelo dritto come il finlandese sia riuscito in seguito a restituire a Stowe il sorpasso che aveva subito dall'inglese con un bell'incrocio di traiettorie tra Brooklands e Luffield.

Un peccato che alla fine questa lotta sia stata decisa dalla safety car conseguente all'uscita di pista di Antonio Giovinazzi (pare per un cedimento) che permette a Lewis di sostare "gratis" quando Valtteri aveva già effettuato la sua fermata, per di più montando le Pirelli medie per la seconda volta e quindi "condannato" ad un altro pit-stop. Da parte sua Hamilton gestisce alla perfezione la tattica a una sosta e le gomme, tanto da rinunciare a un secondo pit "di sicurezza" e da far segnare il giro più veloce in gara proprio all'ultimo passaggio (con le hard). Insomma, una vittoria magari un po' fortunosa ma non demeritata. Peccato per Bottas, che vede salire a 39 punti il divario dal capoclassifica pur senza aver sbagliato nulla.

Spettacolare la gara di Charles Leclerc, per descriverla tutta servirebbe un'enciclopedia illustrata. Lotta con Max Verstappen, con sorpassi e controsorpassi pure fuori pista e con numerosi contatti (incruenti). Lotta anche in pitlane alla prima sosta, vinta in corsia da Max, ma in pista da Charles alla seconda curva; poi finisce sesto dietro anche a Pierre Gasly (ottima gara oggi per il francese) quando sotto safety car lo fanno fermare con un giro di ritardo, risale con un bel sorpasso all'esterno della curva 3 "Village" e infine raccoglie il podio quando Verstappen e Vettel volano fuori.

Emozioni contrastati per Sebastian Vettel: guadagna subito una posizione al via, decide di restare fuori quando dai box vorrebbero fargli effettuare il primo pit-stop, così approfitta della safety car per salire 3°. Ma quando Verstappen si rifà sotto superandolo alla curva Stowe, può replicare alla successiva esse ma "abbocca" alla chiusura tardiva di Max, arrivando a tamponarlo violentemente. L'episodio va analizzato compiutamente a parte, ma di fatto entrambi volano fuori, la Red Bull decolla anche su uno dei cordoli (incredibile come apparentemente non sia rimasta minimamente danneggiata!) e Seb oltre a finire ultimo dopo il passaggio ai box a sostituire musetto e gomme, si becca anche 10 secondi di penalità (e 2 punti licenza) che comunque lo fanno semplicemente passare da 15° a 16°.

Anche nelle retrovie c'è chi riesce ad approfittare della safety car per sostare, in particolare Carlos Sainz (da 13° in griglia) e Daniel Ricciardo che fino all'ultimo si contendono la sesta posizione finale. Poco dietro Kimi Raikkonen, anche oggi a punti, riesce a contenere Daniil Kvyat, bravo dalla 17esima posizione al via, mentre l'altra Toro Rosso di Alex Albon (spesso in luce anche lui) paga l'impossibilità di sostare dopo il primo pit (problemi elettrici di alta tensione) venendo costretto a completare ben 39 giri con gomme medie, finendo così solo 12°.

La top ten viene completata da Nico Hulkenberg, che ha avuto un problema a un sensore, una strategia che l'ha messo su hard per 39 giri e in più al restart dopo SC era stato colpito da un attacco un po' lungo di Sergio Perez, che perdendo l'ala davanti alla fine è solo 17°. Tanto da permettere a Lance Stroll di finirgli davanti (13°). Ben di più che 11° poteva sperare Lando Norris, invece "fuori fase" rispetto alla safety car. Mentre grazie alla penalizzazione a Vettel, e per quanto doppiati, George Russell e Robert Kubica riescono a classificarsi rispettivamente 14° e 15°. Ciò anche per via dei ritiri di Kevin Magnussen e di Romain Grosjean, venuti a contatto proprio al primo giro, con il francese ritrovatosi con una gomma posteriore tagliata dall'ala del danese.