«Non siamo ancora riusciti a capire come ci sia riuscito»: questo commento dopogara di Toto Wolff, relativo al giro più veloce ottenuto proprio sotto la bandiera a scacchi, fa capire come la gara a Silverstone di Lewis Hamilton sia stata tutt'altro che banale, e soprattutto come la vittoria non sia arrivata solo per una fortunosa serie di circostanze, per quanto la safety car uscita in gara dopo 20 giri abbia indubbiamente distrutto le speranze (concrete) di Bottas.

Anche perché il finlandese si è difeso benissimo nelle fasi iniziali di gara: «Abbiamo avuto davvero una bella lotta all'inizio – sottolinea Hamilton – e Valtteri guidava come se fosse la vittoria della vita. Poi ho preferito rallentare un poco e aspettare i pit-stop, sperando di approfittarne». Effettivamente quando Bottas ha fatto la sua sosta, Hamilton ha cominciato a spingere per una serie di giri veloci con cui creare un gap a favore. «Ho allungato il mio primo stint di qualche giro – prosegue – e a quel punto la safety car è uscita davanti a Valtteri…».

Sul giro veloce finale, Lewis commenta: «È stato il giro di qualifica che avrei dovuto fare ieri. Solo che di solito su queste cose la squadra è un po' nervosa, perché hanno paura che tu possa sbagliare». E sul bel botta-risposta tra lui e Bottas dal Wellington Straight fino a Copse? «Lì mi sono divertito: gli ho fatto una finta nell'arrivare a Brooklands, lui è finito largo e sono riuscito ad aggirarlo all'esterno di Luffield. Lì avrei dovuto bloccarlo, ma ero troppo in ritardo, così è ripassato». E sulla differenziazione delle strategie? «Abbiamo deciso di non copiare la sua, e abbiamo portato questa scelta fino alla fine. Non è colpa mia se poi è uscita la safety car. Sono le corse, non è una cosa di simpatia, e da parte mia ho avuto un'ottima gara», conclude Hamilton.