Da decimo a secondo in 28 giri. Una rimonta impensabile sabato pomeriggio, a qualifiche concluse malissimo, con la SF90 muta nel box a causa di un problema all’alimentazione poco prima del Q3.

In gara tutt’altra storia. La Rossa di Leclerc vola sul bagnato e approfittando dello scompiglio portato in pista dalla pioggia, sta per costruire una rimonta da mandare nei libri di storia, grazie anche ai pit stop, seppure non perfetti, ma arrivati al momento giusto.

Tutto apparecchiato per andare a caccia della prima vittoria in carriera in F1? No. Giro 29, disastro. La pista torna a bagnarsi e il monegasco, con le slick rosse (messe poco prima) per spingere durante il breve intervallo con condizioni di asciutto, perde il posteriore alla curva 16 e finisce il suo GP nella ghiaia.

Un lungo, comprensibile “bip”, via radio: tanta rabbia per un errore costato tantissimo.

“E’ colpa mia - Ha poi commentato a Sky - basta un errore per per rovinare tutto. Sono deluso perché no era un errore grave. Però penso che, in F1, il tipo di asfalto che c’è nelle vie di fuga delle ultime due curve non può esserci. Ero a 60 o 70 km/h, ma in quel punto sono arrivato con 0 grip, era come essere sul ghiaccio. E’ un peccato. Non cerco alibi, imparerò dal mio errore, ma è troppo tardi”.