Certi Gran Premi, nel calendario della Formula 1, dovrebbero starci praticamente di diritto. Le considerazioni di Sebastian Vettel sul futuro del GP di Germania si spingono su posizioni da appassionato estremo, con il fattore finanziario che, per assurdo, dovrebbe sparire.

Una posizione condivisa da diversi piloti, Valtteri Bottas recentemente a commentare un dato innegabile: molti GP ospitano la Formula 1 per ragioni politiche ed economiche.

“Abbiamo visto una gran gara e sarebbe un peccato perderla dal calendario. È importante portare lo sport dove c’è passione per la Formula 1”, così Sebastian domenica scorsa dopo la corsa a Hockenheim.

Una passione che la Germania ha ritrovato sugli spalti in questa edizione, dopo anni di conti in rosso e presenze in calo: scarso interesse verso la F1? Un programma con poca attività in pista, vista l’assenza della F2? Più fattori.

GP FINANZIATI DAI GOVERNI

L’edizione 2019 si è corsa grazie al supporto finanziario offerto da Mercedes, giunto lo scorso anno e con uno scenario ideale per celebrare i 125 anni di storia nelle corse e i 200 GP. Un intervento esterno che non si ripeterà per il 2020, sul quale le prospettive di correre ancora a Hockenheim sono ridotte al lumicino.

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“Il problema è che la Germania non è disponibile a pagare alcunché, perciò servono figure esterne, investitori. Il governo non è felice di dare un supporto, diversamente dall’Olanda e altri posti nei quali corriamo”, ha commentato Vettel.

Supporto che, in Olanda, a Zandvoort è arrivato sotto forma di un incremento della tassa di soggiorno deliberata dalla municipalità, destinata a rinnovare le vie d’accesso al circuito. Il governo centrale ha escluso un finanziamento diretto agli organizzatori. Supporto governativo venuto meno anche in Messico, altro appuntamento in bilico.

PAESI DA TUTELARE

Un “prodotto Formula 1” proposto a più offerenti, con una lunga lista di sedi che vorrebbero ospitare un GP, è la vera forza di Chase Carey nelle negoziazioni con gli organizzatori di gare storiche, da Monza a Silverstone, fino alle comunque radicate presente in calendario di Germania e Spagna.

E’ importante che non si perdano certi Gran Premi, è irrilevante ciò che pagano. Una F1 senza Monza sarebbe stupida, perdere grandi Paesi con tanta storia come la Germania o la Spagna è sbagliato”, prosegue Vettel, riportato da racefans.net.

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Le cifre staccate da diversi organizzatori europei, tra i 20 e i 30 milioni di euro a stagione, arrivano a essere una frazione di ciò che pagano appuntamenti come Singapore, Bahrain, Abu Dhabi, Azerbaijan: scenari diversissimi e, GP europei, “tutelati” nella misura in cui rappresentano veri monumenti irrinunciabili, vedi Monza.

Le persone vogliono costantemente fare soldi e realizzare profitti, perciò non aiuta se alcune piste pagano meno di altre. È importante portare lo sport dove c’è la passione per lo stesso, quindi preservare in calendario Paesi come la Germania, il regno Unito e tutti questi posti iconici.

È anche più divertente per noi piloti, guidare davanti a tanta gente piuttosto che di fronte a tribune vuote, anche se hanno sedili nuovi, inutili se non ci sta seduto nessuno”.