È l’unico team che ha sempre portato entrambe le monoposto sotto la bandiera a scacchi. Primato che vale poco, visti i risultati finali: Williams in perenne difficoltà, fanalino di coda (per distacco) del gruppo, e 0 punti nel Costruttori.

Almeno fino al GP di Germania, con il decimo posto portato a casa da Kubica, sfruttando il caos della gara tedesca e la penalità inflitta alle Alfa Romeo.

“Provo emozioni contrastanti - Ha spiegato Kubica in conferenza stampa -  E’ bello aver ottenuto un punto, anche se non è arrivato nella maniera più attesa. È stata una gara folle, senza errori da parte nostra nonostante non avessimo un buon passo ed è stato molto difficile a tenere la macchina in pista sull’asfalto scivoloso. La penalità all’Alfa ci è valsa il decimo posto, ma dobbiamo continuare a spingere. In Germania abbiamo lavorato bene, questo punto lo dobbiamo ai ragazzi della Williams che lavorano sodo e Hockenheim lo dobbiamo a loro. Ne faccio una valutazione positiva. Ci sono stati dei miglioramenti, per ridurre il divario dagli altri c'è ancora tanto lavoro da fare".

La Scuderia di Grove ha molta strada da fare prima di recuperare il gap che la separa dai team che, in maniera stabile, occupano la zona punti. Il punto è il primo passo per uscire dalla crisi, ma non è ancora abbastanza.

Per il momento, è difficile immaginare, in Ungheria, una delle due Williams di nuovo a punti a meno di fattori esterni come successo in Germania. Oltre tutto, all’Hungaroring serve tanto carico aerodinamico per trovare la prestazione, caratteristica che manca alla monoposto di sir Frank, come fotografa il polacco: “Per me non è quasi mai stata una gara dalla tradizione positiva. Per adesso la potenza è l’unica area in cui non ci manca nulla, anzi è il punto di forza. Questa è una pista complessa, servono grip meccanico e aerodinamico, non credo che saremo vicini ai nostri avversari”.

Nonostante le difficoltà, Kubica potrà contare sulla forte presenza di tifo sugli spalti. Infatti è atteso un vero e proprio esercito di supporter provenienti dalla Polonia. “Non sono sorpreso - Ha concluso - L’Ungheria è la pista più vicina alla Polonia, per noi è un po’ la gara di casa. Ho avuto sempre il loro sostegno, anche quando non correvo in F1. Mi piacerebbe ripagare tutti con un bel risultato, ma sarà difficile”.