Appassionati e tifosi con il fiato sospeso, in attesa di conoscere il valore a cui verrà aggiudicato il pezzo forte dell’asta organizzata da Gooding & Co nei dintorni di Monterey, sulla frastagliata costa centrale della California, il 16 e 17 agosto prossimi.

A catalizzare l’attenzione degli addetti ai lavori la Ferrari 312 T con il telaio numero 022, l’auto che ha portato Niki Lauda alla vittoria del suo primo titolo mondiale, vincendo 5 delle 6 gare a cui ha partecipato, prima di essere guidata da Clay Regazzoni (all’epoca compagno di squadra del pilota austriaco).

Ferrari 312 T: un'intuizione di Forghieri

Un’auto che ha fatto la storia della Formula 1 oltre che della casa di Maranello, nata dall’intuizione geniale dell’ingegner Mario Forghieri che volle disporre il cambio in posizione trasversale (da cui la T nella sigla), davanti all’asse posteriore. Una variazione epocale che portò a una miglior e più equilibrata distribuzione dei pesi della vettura e permise anche di lavorare sull’aerodinamica del telaio.

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Un’auto vincente, forse la più vincente della casa di Maranello, il cui prezzo di vendita, stimato tra i 6 e gli 8 milioni di dollari, risentirà probabilmente dell’onda emotiva scatenata dalla morte del pilota austriaco avvenuta il 20 maggio scorso.  

Un mito da domare

Chissà quale strada prenderà la 312 T 022, se un garage degli Stai Uniti, una ricchissima villa negli emirati o un caveau dell’est Europa. La speranza degli appassionati è di rivederla presto in pista, sentirne di nuovo il rombo del 12 cilindri, magari in qualche gara riservata ad auto storiche.

Perché quello che fa di quest’auto un cavallo di razza, oltre al pilota che l’ha domata, è che nonostante l’età, è ancora in grado di rombare e tirare staccate in fondo ai rettilinei, proprio come 45 anni fa.

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