SPAvento per uno, SPAziale per l’altro. Leclerc e Vettel portano con sé ricordi molto diversi dal GP del Belgio di un anno fa.

Charles subito fuori, centrato dalla McLaren di Alonso, a scheggiare l’Halo e decollare sull’Alfa Sauber con il casco distante pochi centimetri. Negli stessi istanti, Sebastian preparava l’attacco su Hamilton: prima posizione presa sul dritto del Kemmel e, di lì, cavalcata vincente per 44 giri.

Amarcord dei ferraristi, oggi chiamati a sfruttare una pista sulla carta favorevole alla Ferrari SF90. Se è vero, come lo è, che il progetto 2019 è caratterizzato da scelte filosofiche premianti sulla resistenza aerodinamica, allora Spa e Monza non possono passare come due gare qualsiasi. Per tante ragioni, non ultime tecniche.

RIENTRO IDEALE

Spa-Francorchamps è una pista mitica nel mondo del motorsport e una delle più belle inserite nel calendario del campionato di Formula 1. È quindi particolarmente piacevole riprendere proprio su questo tracciato l’attività di pista dopo la pausa estiva”, commenta Leclerc.

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Giro ben oltre i 250 orari di media nelle previsioni di una qualifica asciutta, con l’evoluzione delle monoposto 2019, tale da rendere punti iconici dei passaggi fulminei: “Fa sempre impressione rendersi conto di quale velocità siano in grado di sviluppare in curva le vetture dell’attuale generazione di Formula 1 e credo che su poche piste come questa la percezione sia così chiara.

Mi riferisco soprattutto alla esse in salita Eau Rouge: la prima volta che arrivi qui e la guardi ti colpisce per quanto è stretta e ripida. Ebbene, sull’asciutto siamo in condizione di farla in pieno, nonostante la compressione e altri aspetti la rendano particolarmente impegnativa per il fisico, specie nei primi giri.

Passaggio dopo passaggio il collo s’adatta, il tuo cervello la assimila e diventa una curva come le altre, da sfruttare in pieno in funzione del resto del giro, ma resta una sequenza unica”.

SUBITO UN GIRO, TIMING CRUCIALE

Charles rievoca un particolare di grande attualità lo scorso anno, nelle concitate fasi della Q3 sul bagnato di un anno fa, il timing su un giro molto lungo (7.004 metri): “E’ importantissimo non sbagliare nulla nei punti chiave per massimizzare la prestazione al primo tentativo in qualifica.

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Anche perché il giro è particolarmente lungo e doverne abortire uno rischia di farti saltare i calcoli di tempo che hai pianificato”.

SPETTACOLO AD ALTA VELOCITÀ

Schumacher, Senna, Raikkonen. È il podio dei più vincenti nelle Ardenne. Vettel e Hamilton lì lì per agganciare Kimi, dovessero vincere domenica.

“Spa-Francorchamps è una pista leggendaria, che è senza dubbio tra le mie preferite”, commenta Seb.

“Nel corso del tempo anche questo circuito è cambiato molto, come del resto lo sono le auto che guidiamo. Ricordo la prima volta che ho gareggiato qui in Formula 1 e rispetto a quei tempi certe curve sono diventate più facili da affrontare, perché c’è più carico aerodinamico sulle nostre monoposto.

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La esse in salita Eau Rouge, che oggi possiamo percorrere in piena accelerazione, resta qualcosa di unico, ma anche curve come Pouhon e Blanchimont sono spettacolari”.

SCELTE DI CARICO

Spa chiama a sottili equilibri per trovare la quadra su 7 km di tracciatura. Privilegiare primo e ultimo settore, Kemmel e Blanchimont, oppure caricare maggiormente la monoposto per divorare Rivage, Stavelot e la variante dopo Pouhon? Scelte tattiche anche in funzione della birra che si ha nel motore.

Da Eau Rouge devi uscire senza errori per portare quanta più velocità alla staccata di Les Combes, un punto nel quale è possibile effettuare dei sorpassi grazie alla scia e a una vettura perfetta anche nei rapporti del cambio.

Da Puohon in poi la pista è tutta bellissima, una volata ad acceleratore premuto che ti porta fino alla Bus Stop, altro punto nel quale è verosimile tentare un attacco. Quando scopri Spa-Francorchamps non puoi fare altro che amarla”.