Sfruttare l’occasione del week end di Monza, la migliore delle restanti gare per centrare un’altra vittoria per la Ferrari. Le caratteristiche del circuito mascherano i problemi noti della SF90, fino a Budapest a confermare tutte le difficoltà di prestazione su circuiti sui quali conta sviluppare carico aerodinamico e generare aderenza dalle gomme.

Da Singapore si potrebbe tornare a raccontare un film del campionato diverso da quanto visto a Spa e, probabilmente, Monza. Marina Bay, Sochi, Abu Dhabi, tappe nelle quali leggere un miglioramento della SF90, da portare sul progetto del prossimo anno.

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IN CRISI QUANDO CONTA IL GRIP

Mattia Binotto, dalla conferenza stampa dei principal a Monza, è tornato sui punti deboli del progetto 2019, spiegando: “Certo ci sono delle caratteristiche diverse (tra Ferrari e Mercedes; ndr) o diciamo che come Ferrari siamo carenti in certe aree di aderenza limitata ed è dove dobbiamo migliorare. Mostriamo sicuramente il nostro principale punto debole ogni volta che affrontiamo circuiti con molte curve e dove è richiesto massimo carico per essere veloci.

Come stiamo risolvendo questi aspetti entro fine stagione? Non credo lo faremo perché il distacco è troppo grande in quest’area. Se possiamo migliorare la situazione? Certamente stiamo lavorando per risolverla”.

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SVILUPPO UTILE AL 2020

I correttivi dovranno portare a una Ferrari 2020 più completa rispetto al progetto caratterizzato dalla ridotta resistenza aerodinamica, premiante su circuiti molto veloci ma con un conseguente deficit di carico aerodinamico, essenziale per la prestazione su gran parte dei tracciati.

“Se stiamo riversando troppo impegno su questa stagione o dovremmo concentrarci sulla prossima? Stiamo provando a risolvere il problema. Essendo i regolamenti stabili per il prossimo anno, crediamo che qualsiasi cosa possiamo fare quest’anno tornerà utile per il prossimo.

C’è un divario e resterà, siamo fiduciosi di poterlo chiudere”, ha concluso Binotto.