Uno degli episodi più discussi del GP a Monza è stato quando, sotto attacco da parte di Lewis Hamilton alla staccata della Roggia, Charles Leclerc gli ha lasciato il lato destro e poi l'ha stretto con due ruote fuori pista (sull'erba e sul cordolo) tanto che l'inglese è stato costretto a tirare dritto e tagliare la chicane. Una fase di "hard racing" che ha fatto abbastanza discutere e in cui effettivamente il monegasco avrebbe dovuto e potuto lasciare un poco più di spazio all'avversario (bastava mezzo metro). È quindi corretto che la direzione di gara sia intervenuta, con una "bandiera bianco/nera" che rappresenta un'ammonizione.

Tuttavia, uscendo per una volta dalla compostezza che solitamente lo caratterizza, tra quanti non ci stanno c'è proprio Toto Wolff. Il team principal Mercedes è stato molto duro sulla questione: «Forse si è andati oltre il limite: Lewis è stato determinante nell'evitare un incidente», spiega sulla deviazione del suo pilota nella via di fuga alternativa. Per cui la sanzione sarebbe stata troppo blanda. Anzi, secondo Toto, «se lasceranno correre così, in futuro avremo più macchine che si toccano, diventerà una pratica comune». Ovviamente il riferimento è alla possibilità di buttare fuori chi ti attacca, nel suo modo di vedere la cosa, oltre che alle penalità date l'anno scorso a Verstappen per manovre simili.

Inoltre Wolff ha una sua opinione sul motivo per cui i commissari di Monza non hanno sanzionato maggiormente Leclerc, dopo che avevano già dato uno stop&go di 10 secondi a Vettel: «Cosa avrebbero potuto fare? Dare 5 secondi di penalità a una Ferrari in quel momento in testa alla gara? È fuori discussione: a quel punto ci sarebbe stata una rivolta e avremmo avuto bisogno di essere scortati dalla Polizia per potercene andare dal circuito…».

Rispondendo a queste critiche ma anche a quelle di Hamilton sia in gara che dopo, il direttore di gara Michael Masi ha spiegato: «Quest'anno non c'è stato contatto tra le macchine, a differenza dell'anno scorso tra Verstappen e Bottas. Nel frattempo, inoltre, abbiamo recepito le richieste di piloti e team manager di lasciare più liberi di correre. In più abbiamo reintrodotto la "bandiera di cattiva condotta sportiva" ("bad sportsmanship flag", così testualmente Masi definisce la bandiera bianco/nera, ndr) proprio per casi come questo, e l'abbiamo usata così come per Gasly a Spa».