Attori protagonisti di uno spettacolo da ricordare, Lewis Hamilton e Charles Leclerc. A Monza Lewis veste i panni, insoliti per lui, del cacciatore. Le prova tutte per attaccare una Ferrari imprendibile sui rettilinei: “Ogni volta che aprivo il DRS il distacco restava lo stesso, non so se avevi una mappatura diversa di motore -dice a Leclerc- .

È incredibile la velocità che hanno in rettilineo”.

Nel dopogara del GP d’Italia, però, è il tentativo di sorpasso alla Roggia, giro 23, che offre materia d’analisi e polemica, più chiara nelle parole di Toto Wolff.

LECLERC L'HA FATTA FRANCA

Lewis registra l’accaduto e la manovra, annota, esamina, fa tesoro per un futuro che certamente si ripresenterà. Episodio al limite? “Sì, sono le corse immagino. Ho dovuto evitare l’incidente un paio di volte ma immagino sia come si corra oggi. Andiamo avanti.

Non importa davvero ciò che penso. Non ho nulla da dire al riguardo. Ne abbiamo discusso più volte, non ha senso farlo di nuovo.

Sembra come se le nuove generazioni la facciano franca molto più facilmente su come possono guidare rispetto a piloti direi più esperti. Però è bene saperlo, ora lo so e mi preparo alla prossima”.

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Un confronto appassionante è anche duro. Charles ha saputo allargare le spalle e difendere la posizione, ha “imparato” dall’esperienza vissuta a Zeltweg con Verstappen. Le gare e gli episodi vissuti in Canada e Austria hanno fatto giurisprudenza, aperto un po’ le maglie della condotta ammessa in pista, si è arrivati al “cartellino giallo”, l’ammonimento sulla condotta di gara di una bandiera bianco-nera prima di Spa finita nel dimenticatoio.

CONFRONTO PRIVATO

Hamilton reclama uno spazio minimo che Leclerc non ha lasciato, invoca uniformità di valutazione che, in un passaggio verso GP con maggior libertà di confronto e battaglia in pista, difficilmente può esserci se si vuole creare un cambiamento.

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“Costantemente abbiamo richiesto uniformità di giudizio. C’era una regola e oggi non è stata rispettata, non so per quale motivo. Immagino che i commissari si siano svegliati stamani su un altro lato del letto. Non saprei.

Non sono insoddisfatto, ovviamente non mi piace finire dietro ma Charles ha fatto un lavoro fantastico. Ho esercitato più pressione possibile e abbiamo vissuto un paio di momenti ravvicinati.

Credo potremo parlarne probabilmente in privato, tra noi, nulla però di importante e continueremo a gareggiare. Non vedo l’ora di sfidarci ancora”, conclude Lewis.