I propositi di rimonta di Max Verstappen a Monza si infrangono per due volte contro la Racing Point di Sergio Perez, letteralmente e in senso metaforico. Conclude comunque con un buon ottavo posto se si considera l’incidente in partenza, il doppio pit-stop e la tempistica non esattamente fortunata del secondo cambio gomme, un giro prima che la VSC desse il favore del cronometro a chi non si era ancora fermato.

Gran Premio d’Italia alle spalle, penalizzazione scontata e, adesso, Red Bull chiamata alla missione Singapore, circuito sul quale andrà da forza in grado di sfidare Mercedes o, almeno, provarci.

PROGRESSI HONDA NON BASTANO

Della power unit Honda evoluta, Max dice: “Non è andata male, penso abbiamo compiuto dei progressi ma è chiaro come dobbiamo continuare a lavorare sodo per migliorare.

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Al momento non vedo l’ora di correre un week end normale, spero inizierà a Singapore, partendo davanti e correndo una gara più divertente”.

RACING POINT TROPPO VELOCE

Una gara che, a Monza, è stata di continua rincorsa, iniziata con un contatto: “In frenata, in curva 1, all’improvviso tutto si è raggruppato e ho sterzato sulla sinistra per evitare il gruppo ma credo d’aver agganciato la posteriore sinistra di Sergio e ho danneggiato l’ala. Ci siamo fermati ma la corsa era ancora viva.

Ho passato alcune macchine, poi di nuovo il pit-stop e siamo stati sfortunati con la VSC, 3 o 4 macchine che avevo già superato sono tornate davanti ed è stato molto doloroso, sfrutti le gomme più di quanto vorresti”.

Il secondo muro, ancora di Sergio Perez, è risultato insormontabile: “Semplicemente non riuscivo a prenderlo sul rettilineo, erano troppo veloci”.

ALBON-SAINZ, CONFRONTO SPETTACOLARE

Red Bull pure con un assetto molto molto scarico, per provare a recuperare parte del deficit di power unit sui rettilinei. Un divario di prestazione che ha costretto a manovre al limite, come il bel confronto tra Alex Albon e Carlos Sainz, al terzo giro.

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Attacco alla Roggia del pilota tailandese, linea migliore in uscita per lo spagnolo, poi l’azzardo spettacolare di Albon alla prima di Lesmo, punto impensabile nel quale provare a girare all’esterno. Sì, è stata un po’ discutibile. In frenata di curva 4 ho dovuto staccare un po’ a fondo per fare la manovra, ma quel pezzo è stato bello! Lui è scappato via e sono dovuto andare un po’ a fondo per fare quella manovra, che sapevo essere un po’ rischiosa.

Il problema è che non andando alla grande sul dritto dobbiamo fare molte delle nostre manovre in frenata o in curva. È il sunto di tutta la nostra gara.

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Forse sono stato un po’ ottimista ma stiamo parlando di margini ridotti, se avessi avuto molto spazio in più sarei rimasto in pista”, dice Albon del tentativo a Lesmo.