Sembrava davvero utopistico per la Ferrari pensare di ripetere a Singapore le prestazioni di Spa e Monza, le due piste teoricamente più favorevoli della stagione, quando Marina Bay ha caratteristiche completamente diverse. Invece il lavoro svolto dopo l'Ungheria per migliorare l'aerodinamica "da piste lente" si è rivelato davvero valido già nelle prove di questo weekend, permettendo ad entrambi i piloti di poter puntare alla pole position. In gara poi tutto questo è stato supportato da una strategia vincente, che ha permesso di stare davanti a tutti con entrambe le macchine. Insomma, un lavoro perfetto nella sua completezza, che comprende pure i due piloti, al di là della posizione d'arrivo.

Sebastian Vettel spezza con questa vittoria il periodo storto, guadagnandola peraltro con un grande outlap dopo la sosta, anticipata rispetto agli altri. Su questa scelta va spesa qualche parola in più: Seb era dietro a Hamilton ed era quindi logico che la possibilità di undercut venisse provata con lui (Leclerc non aveva nessuno davanti da superare…). Il rischio era di finire in mezzo al traffico dopo la sosta, ma il team ha fatto il cambio gomme alla perfezione e si è anzi visto che il rientro appena davanti a Hulkenberg e a una decina di secondi da Stroll permetteva di avere spazio per sfruttare al meglio la situazione.

Così quello che era in pratica un "esperimento" è stato effettuato subito dopo anche con Charles Leclerc, una volta vista la validità dell'operazione. Solo che la velocità d'uscita di Vettel è stata sufficiente per sopravanzare non solo le Mercedes (che hanno provato a seguirlo con Bottas ma non con Hamilton) ma anche il compagno di squadra, rientrato alle sue spalle dopo il pit-stop. A quel punto, visto che si era concretizzata la possibilità di una (fantastica e inaspettata) doppietta, le preoccupazioni del muretto Ferrari sono diventate solo quelle di non far succedere nulla di "disdicevole" tra i due piloti. Ecco il motivo delle tante raccomandazioni a Leclerc di "usare la testa", pur senza arrivare a veri e propri congelamenti di posizione.

Una scelta logica e che non dev'essere assolutamente intesa come "contro Leclerc" (né nella tempistica dei pit-stop, né sul mantenimento delle posizioni) sia perché dovrebbe essere ovvio quanto contasse una doppietta per la Ferrari a questo punto di questa stagione, sia perché qualsiasi tentativo di far invertire le posizioni (o lasciar liberi) avrebbe esposto i piloti agli attacchi quantomeno di Max Verstappen. Sempre molto vicino, l'olandese ha concretizzato una gara accorta e veloce con il 3° posto finale, approfittando dello scivolone Mercedes e mantenendo una posizione in classifica ora a pari punti con Leclerc (200) nel 3° posto, con Vettel 5° a 6 punti. Una bella sfida per il prosieguo del campionato, specie se la SF90 si confermerà tecnicamente.

In tutto questo, è affondata la Mercedes, almeno rispetto al solito. Sdoppiare la strategia tra i due piloti, con Valtteri Bottas a seguire quella Ferrari (finendo però dietro a Verstappen che aveva sostato due giri prima) e Lewis Hamilton a restare in pista, poteva certamente avere un senso. Ma a parte che lo strano ritmo iniziale "risparmioso" tenuto da tutti aveva già posticipato parecchio il pit con le prime gomme soft – anzi, proprio questa lentezza aveva determinato il pericolo di traffico dopo la sosta – in ogni caso hanno esagerato tenendo in pista Hamilton troppo a lungo, tanto da perdere la posizione dalla Red Bull. Inoltre Lewis non riuscirà ad avvantaggiarsi sul finale del fatto di avere gomme meno sfruttate, come invece speravano al box Mercedes. Questo nonostante le safety car che l'hanno aiutato a recuperare il gap.

Con Alex Albon costretto praticamente al ruolo di spettatore (gara comunque esente da critiche), a seguire è Lando Norris che con una prestazione consistente e ineccepibile aiuta la McLaren a difendere il 4° posto dalla Renault nel Campionato Costruttori. In questa sfida è venuto subito a mancare Carlos Sainz per una foratura al primo giro, conseguente a un contatto con Nico Hulkenberg, mentre Daniel Ricciardo partito dal fondo incoccia in George Russell. Tutti riescono a proseguire, ma molto in ritardo. Chi riuscirà a recuperare di più, anche grazie alle safety car, sarà Hulkenberg con il 9° posto finale.

Davanti al tedesco finisce Pierre Gasly a un soffio da Norris: al di là della strategia medium-hard, che non pare abbia davvero aiutato, il feeling con la STR14 permette al francese di finire 8° e di consolidare il suo 6° posto in classifica mondiale rispetto a Sainz. Altro risultato degno di nota quello di Antonio Giovinazzi, di nuovo a punti con un 10° posto ottenuto con i denti. Ad un certo punto il valzer dei pit-stop l'ha portato al comando della gara (anche perché stava proseguendo con le gomme medie del via) ma eccedere nell'aspettare a cambiarle non ha aiutato. Per di più, la sosta è avvenuta proprio appena 2 giri prima di una safety car, aggiungendo la beffa. Se non altro, questo ha dato modo al team di ripensare la cosa, sostituendo subito le hard montate con delle soft, che in qualche modo hanno aiutato, per quanto siano stati tanti 25 giri con questa mescola.

Romain Grosjean non è riuscito a salvare la brutta giornata del team Haas, finendo 11° dopo un incidente con George Russell che è ancora sotto investigazione, come nemmeno Kevin Magnussen sebbene fosse riuscito a risalire in zona punti, ma penalizzato dalle safety car e pure da una busta di plastica incastrata nell'ala, costretto così a una seconda sosta: non consola gran che il giro più veloce della gara, anche perché non gli dà punti. Anche Lance Stroll poteva sperare in qualcosa di più, ma in uno dei tanti corpo-a-corpo rimedia una foratura e finisce 13° dietro a Sainz.

A sua volta Daniel Ricciardo aveva recuperato parecchio dopo la partenza dal fondo ma anche lui ritarda troppo il primo cambio gomme, mentre Daniil Kvyat si prende con Kimi Raikkonen alla staccata di curva 1 (incidente investigato e poi archiviato con un nulla da sanzionare) causando la terza safety car della giornata. La prima era stata dovuta all'urto contro il muretto di George Russell dopo la toccata con Grosjean, e la seconda allo stop per avaria di Sergio Perez, anche lui dopo un buon recupero di posizioni. In tutto questo Robert Kubica riesce così a concludere 16°.