La vittoria di Sebastian Vettel a Singapore è, in fondo, una bella notizia quale che sia la bandiera del tifo. Fa bene ritrovare un Seb come quello di Marina Bay, che costruisce la vittoria in un giro, fa funzionare l’undercut al meglio, mostra aggressività nei doppiaggi per aprire il gap su Leclerc.

Guarda al momento decisivo della corsa, il cambio gomme al giro 19 e il successivo giro d’uscita, e spiega: “Nel trenino non è semplice restare vicino alla macchina davanti, curare le gomme, così ho provato a stare con loro il più possibile quando hanno alzato il ritmo.

Sapevo, prima della gara, che non appena avessi ricevuto la chiamata al box sarebbe stato allora che avrei potuto provare a fare qualcosa in questa gara. Ho spinto il più a fondo possibile nel giro di uscita, sono rimasto sorpreso che Lewis non abbia reagito il giro successivo, ma anche del passo competitivo che hanno avuto per un paio di giri”.

LA FORZA TRASMESSA DAI TIFOSI

Vettel che torna a vincere dopo 22 gare è anche vedere la bella scena di rispetto reciproco con Lewis Hamilton, a complimentarsi con Seb nel dopogara, durante le interviste televisive. Un rispetto spesso reso pubblico sui social da Lewis, a frenare i giudizi eccessivamente polemici dopo i numerosi errori di guida registrati specie nel finale dello scorso campionato.

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Altri messaggi, più in “stile Vettel", fuori dai social, hanno supportato Sebastian, che a Singapore ha rivelato: “Anche se oggi è molto difficile immaginarlo per alcuni, la gente riusciva a mandare messaggi anche prima dei social. Ho ricevuto tante piccole note, lettere scritte a mano. Ovviamente, se la gente fa lo sforzo di scrivere qualcosa, è davvero incoraggiante e a sera quando hai un po’ di tempo leggi cosa ti scrivono.

Ho ricevuto tanta energia nelle ultime settimane, dai messaggi ricevuti da persone che conosco, dal mondo delle corse, soprattutto dai tifosi. Dopo Monza e prima di arrivare qui, la gente ha condiviso le proprie storie di alti e bassi.

Per noi tutto ruota intorno alle corse ma non sono le cose più importanti e, quando leggi alcune cose private, delle difficoltà delle persone nella vita, cose intime e private, ti tocca e mi ha dato tanta fiducia nel continuare a provarci”.

MOMENTI DIFFICILI

Prima di verificare i progressi compiuti dalla SF90, giovedì Vettel chiariva come la ragione di un rendimento insufficiente non fosse certo legata a problemi di tipo psicologico, piuttosto, nella necessità di trovare le sensazioni desiderate in macchina. Sono i dettagli che ti consentono di esprimerti al meglio, al massimo, senza dover correre in over-driving, con l’errore in agguato. “Non c’era niente di sbagliato nelle ultime settimane, sapevo che non eravamo lontani dal momento di svolta in qualche modo.

Leclerc: "Deluso, ma decisione non fatta contro di me"

Charles è stato molto forte e ha vinto le ultime due gare, sapevo che da parte nostra dovevamo solo continuare a fare il nostro lavoro e prima o poi le cose sarebbero andate al loro posto.

Sono io per primo ad avere aspettative massime su me stesso e non essere felice quando non do quel che so di poter dare. Quest’anno ho avuto momenti nei quali ho faticato a tirar fuori il massimo e sapevo di poter migliorare”.

MAGISTRALE LAVORO DI SQUADRA

Miglioramenti che possono dirsi enormi mettendo a confronto la prestazione Ferrari in Ungheria e quella a Singapore. Circuiti simili per le richieste di prestazione dalla monoposto. Così, la vittoria di Vettel è la vittoria dei tecnici che hanno lavorato a Maranello e in pista per sviluppare la monoposto. “Questa è una vittoria per la squadra, perché se guardiamo ai fatti siamo arrivati qui dopo una disfatta in Ungheria, avevamo 1 minuto di ritardo dai primi e qui, su una pista simile per caratteristiche della macchina, essere nella posizione nella quale siamo riusciti a lottare per la pole e prendere il controllo della corsa, è un successo di squadra.

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Credo che possiamo ancora fare meglio e dobbiamo farlo. Mercedes è stata molto forte con gomme morbide usate una volta che siamo rientrati tutti. Non credo che noi avessimo quel passo a disposizione, quindi ci sono ancora cose sulle quali possiamo lavorare”.

OBIETTIVO MIGLIORI IN ASSOLUTO

Sochi è la prossima tappa, necessariamente di conferma di quanto di buono visto in notturna a Marina Bay. In Russia, le caratteristiche del circuito hanno tratti storicamente ostili, un terzo settore tutto premiante su precisione dell’anteriore e dell’uscita in massima trazione. Sarà un altro indicatore della svolta Ferrari. Anche se Vettel, la svolta, la intende in un’unica soluzione: “Sono in Ferrari da un po’ e penso ci sia un solo modo per la Ferrari di “tornare”: sarà quando vinceremo il campionato. È un giudizio molto severo ma è così, è la realtà.

Stiamo lavorando duramente perché avvenga. Quest’anno sarà molto, molto difficile capovolgere le cose con la forma avuta da Mercedes nelle ultime 15 o 14 gare, noi però continuiamo a lottare, ogni cosa imparata quest’anno ci aiuterà il prossimo

I pezzi portati qui sono ovviamente positivi in prospettiva, sulla direzione del prossimo anno, lo sviluppo. Vogliamo di più, essere il miglior team, attualmente non lo siamo. Le ultime gare sono andate bene ed è fantastico per l’autostima di ognuno in squadra, ma c’è ancora tanto lavoro ad attenderci”.