Le Mercedes si autoeliminano dopo tre curve (analizzeremo a parte l'episodio) ma chi ne approfitta non è la Ferrari, bensì un Max Verstappen che entra nella storia grazie a questo successo, quale pilota più giovane ad aver vinto una gara F1. Raikkonen gli alita sul collo per tutta la fase finale di gara, ma non riesce a trovare un varco su una pista dove è notoriamente difficile stare in scia. Così conclude secondo a 6 decimi, con Vettel a competare il podio, 3° dopo essersi dovuto difendere da Ricciardo.

L'australiano è stato anche colpito dalla foratura di una gomma sul finale, ma è comunque riuscito ad arrivare 4° davanti a Bottas, il più efficace "degli altri". A completare il risultato Williams sta l'ottavo posto finale di Massa (ultimo dei non doppiati) ma in questo senso va sottolineato anche il risultato di squadra della Toro Rosso, vuoi con un ottimo Sainz 6° (all'inizio è stato anche terzo) vuoi con un Kvyat 10° che verso fine gara si è trovato nell'imbarazzante situazione di essere più veloce alle spalle di Vettel e Ricciardo, ma senza voler interferire nella lotta per il terzo posto.

Buon risultato anche per Perez, settimo, quando il compagno Hulkenberg è invece fra i ritirati assieme a Grosjean, le Mercedes e Alonso. In merito a quest'ultimo, un neo di affidabilità per la McLaren-Honda che però si può consolare con i punti presi da Button, 9° al traguardo.

La situazione nel mondiale è ovviamente invariata nella prima posizione di Rosberg, mentre Hamilton viene scavalcato da Raikkonen (61 punti contro 57) e Vettel si appaia in quarta posizione con Ricciardo, a quota 48 (ma ha un 2° posto a favore).

Ricordiamo che trovate qui tutte le classifiche, sia di gara sia di mondiale, e diamo appuntamento ora con la prossima gara, quella di MonteCarlo del weekend del 29 maggio.

La cronaca "live" con Twitter

Introduzione al GP

Parte alle ore 14 il Gran Premio di Spagna, quinto appuntamento del Mondiale F1 2016. Seguito come sempre dalla nostra cronaca diretta in parallelo su web e Twitter, sul nostro canale dedicato alle "dirette" @autosprintLIVE.

Abbiamo già trattato qui delle caratteristiche principali del tracciato e qui dei cenni storici di questa gara, che ricordiamo si corre sul Circuit de Catalunya a Barcellona, lungo 4.655 metri e che in questa gara sarà percorso per 66 giri totali. Rispetto all'anno scorso la pista ha avuto modifiche solo di dettaglio, ai cordoli e ai sistemi di drenaggio dell'acqua, novità che comunque erano già operative in occasione dei test invernali precampionato. Ricordiamo che l'ala mobile (DRS) può essere azionata sul rettilineo di partenza e sul controrettilineo fra le curve 9 "Campsa" e 10 "Caixa".

Per quanto riguarda i pneumatici, la Pirelli ha portato qui le tre mescole più dure in gamma: hard, medium e soft, contraddistinte rispettivamente da bande arancio, bianca e gialla. Per quanto non lo si possa escludere a priori, difficilmente dovremmo vedere in gara la gomma hard. Le strategie potranno essere lo stesso piuttosto differenti, però, sia con 2 sia con 3 soste. Quella preferita da molti si pensa sarà su due cambi gomme da effettuarsi intorno al 20° e 40° giro, con alternanza soft-soft-medium. Per i tecnici Pirelli la soluzione più veloce sarebbe in realtà su 3 pit-stop, ai giri 16-33-49, mettendo sempre le medie solo nell'ultimo stint. Questa tattica, tuttavia, presenta lo svantaggio di doversi trovare a sorpassare sul finale quelli che hanno optato per le due sole soste, su un tracciato dove non è sempre facile superare.

Questi sono i risultati delle qualifiche che, per l'assenza di interventi della direzione di gara, rispecchiano quello che sarà lo schieramento di partenza del Gran Premio. Evidenziamo ancora una volta come, partendo dalla terza fila, le Ferrari dovranno prima di tutto vedersela con le Red Bull che scattano davanti, prima ancora che con le Mercedes in prima fila. E già questa operazione potrebbe essere meno facile del solito, perché qui a Barcellona le RB12 si sono dimostrate molto competitive. In più, oltre ai problemi di sorpasso tipici del tracciato, potrebbero aggiungersi anche quelli di un set-up che incredibilmente sembra sia stato sviluppato per scaldare di più le gomme, proprio in un'occasione dove la tradizionale "gentilezza" sui pneumatici della SF16-H avrebbe potuto finalmente dare un vantaggio sia strategico che prestazionale, dato il fondo molto abrasivo. Naturalmente anche in questo caso solo la gara saprà dipanare i dubbi e le incertezze.