Se si fosse qualificato meglio, il favorito per la vittoria avrebbe potuto essere Raikkonen. No, non è uno scherzo: la pista del Bahrain è quella che piace di più a Kimi. Il circuito che gli si addice forse meglio. Il deludente quinto tempo a otto decimi dalla pole di Bottas spiega perché il ferrarista a fine qualifiche aveva la faccia imbronciata. 

“Sono lontano da quel che volevo ottenere”, ha commentato amaramente Kimi dopo le qualifiche. Quella terza fila imprevista in griglia lo distanzia parecchio dalla cima dello schieramento: Raikkonen partirà staccato di ben 32 metri da Bottas là davanti, troppo lontano per scalare le posizioni alla prima curva, anche in caso di bella partenza. E poi c’è quel Ricciardo davanti a lui, mastino duro da superare - come si è reso conto in Cina - che non era previsto nei suoi piani che gli stesse davanti. Anche se fin dalle libere gli era spesso stato davanti. Per questo Kimi aveva le palle girate: sperava sulla “sua” pista di qualificarsi almeno in seconda fila per giocarsi una tattica diversa in gara. 

Fra le dune del Bahrain, il finlandese annovera una striscia di piazzamenti a podio invidiabile: negli ultimi cinque anni, dal 2012 ad oggi, è arrivato sempre al secondo posto, eccetto il disastroso 2014. Due volte secondo con la Lotus nel 2012 e 2013; due volte secondo con la Ferrari sia nel 2015 che l’anno scorso. Il GP Bahrain è nelle statistiche degli ultimi otto anni quello dove ha ottenuto i migliori risultati in assoluto con la Rossa. 

Raikkonen è così veloce su questa pista perché sa gestire meglio di tutti le gomme. È una dote speciale che si porta dietro da anni. Gli pneumatici in Bahrain si deteriorano facilmente. Un po’ è colpa del caldo del deserto, un po’ della sabbia. In Bahrain da un paio d’anni si corre di sera ma non di notte. La gara parte al tramonto e si chiude col buio, per cui l’asfalto resta ancora caldo, non fa in tempo a raffreddarsi troppo e mette a dura prova le gomme. Inoltre la sabbia, portata impercettibilmente dal vento, crea un velo che fa scivolare di più le ruote in accelerazione; e quando gli pneumatici scivolano, si degradano più in fretta. Tutte componenti che giocano a favore di Raikkonen, il pilota che sa gestire meglio il degrado. 

Che significa? Vuol dire essere “delicati” nella guida; non strapazzare il volante, imprimere dolcemente la sterzata in curva, accelerare in uscita di curva cercando di non far sbandare troppo il posteriore; evitare in frenata di portare al bloccaggio le ruote. Significa anche saper trovare il momento in gara di raffreddare leggermente gli pneumatici evitando di stressarli inutilmente quando si segue da vicino un avversario. Dettagli di guida che si acquisiscono con l'esperienza e che sommati insieme fanno durare di più le gomme. Normalmente piloti dalla guida più aggressiva, come Hamilton o Vettel, finiscono col degradare più in fretta le gomme rispetto a Raikkonen. Kimi ha il tallone d'Achille in frenata, dove non è aggressivo sulle staccate al limite quando si tratta di tentare un sorpasso, ma per lo meno rovina meno le gomme rispetto ai suoi colleghi. Cosa che nella F1 2017 è una qualità importantissima

Fino allo scorso anno la leggendaria capacità di Raikkonen di far durare di più gli pneumatici in corsa si rivelava praticamente inutile. In una F1 dominata dalla strategia dell’undercut, dove cioé chi si fermava prima di tutti a sostituire le gomme ne risultava avvantaggiato, lui non traeva alcun beneficio ad andare di lungo con pneumatici ancora in buono stato. Ma da quest’anno ci sono Pirelli diverse, dalla mescola più dura; e chi fa prima il pit stop non ricava più come un tempo un particolare vantaggio rispetto a chi ritarda il cambio gomme: a patto che non le abbia maltrattate. Perciò nel corso del 2017 può tornare buona la dote di Raikkonen. Certo che se si parte in terza fila e ci si ritrova alla prima curva con quattro o cinque macchine davanti che ti impediscono di impostare il tuo passo e in più ti obbligano a correre in scia, nell’aria calda che non fa bene alle gomme, tutto si fa più difficile.

A vantaggio di Raikkonen e anche di Vettel, però, c’è il fatto di avere fra le mani anche in Bahrain una Ferrari eccellente sul passo gara. Scordatevi le qualifiche e il mezzo secondo di margine che ha diviso il duo Bottas-Hamilton dalla Rossa. Quello è il distacco sul giro secco. In condizioni limite. Una situazione in cui la Mercedes è tuttora più efficace. La W08 è sempre stata più veloce sul giro fino ad oggi: aveva 3 decimi di vantaggio in Australia, ridotti a due in Cina e tornati a salire qui in Bahrain fino a quasi 5 decimi, ma sempre davanti era. Che ci fosse Hamilton o Bottas al volante. Ma già nelle prime due gare si è invece visto come la Ferrari fosse più vicina, se non superiore, nel passo-gara. 

In Bahrain nelle simulazioni del venerdi, la Ferrari ha dimostrato di essere significativamente migliore della Mercedes sul ritmo di gara. La grinta di Vettel e la capacità unica di Raikkonen di saper gestire le gomme potrebbero davvero fare la differenza e ribaltare i valori espressi dalle qualifiche. Peccato soltanto che Kimi si troverà di mezzo le Red Bull a infastidirlo; Red Bull che hanno recuperato circa mezzo secondo ai rivali nell’ultima settimana (il loro distacco sul giro era 1”3 in Cina ed è diventato 0”8 a Sakhir) ma che hanno il punto debole in un eccessivo consumo di gomme. Vettel non dovrebbe aver problemi a mettersi in coda alle Mercedes al via, ma se Kimi non si sbarazza di Ricciardo e Verstappen alla prima frenata e si fa invece imbottigliare da loro nei primi giri, la sua gara potenzialmente da podio sarà compromessa