Pensate un po’: la pole virtuale del GP Messico sarebbe di Max Verstappen, non di Sebastian Vettel. Se infatti valessero i migliori parziali di ciascuno in assoluto, indipendentemente dal giro in cui sono stati ottenuti, il 20enne della Red Bull sarebbe alla fine risultato un decimo e mezzo più rapido del tedesco della Ferrari. Invece Verstappen è stato sì il più veloce in tutti i settori del circuito messicano, mai però nello stesso giro. Non è mai riuscito insomma in Messico a compiere quello che viene chiamato il “giro perfetto”. Ovvero mettere insieme i parziali migliori nello stesso passaggio. Che è la vera arte sopraffina del pilota di grande talento. E non sempre coincide con il miglior tempo in pista. 

Riuscire a mettere insieme tutti i migliori settori nello stesso giro è l’ultimo step per diventare un campione assoluto. Già, perché un conto è andare forte per quattro o cinque curve, un conto è riuscire a tenere il ritmo perfetto lungo il giro. Questa è la vera maledizione dei piloti F1: il rischio di sbagliare per troppa foga.

Verstappen è un fuoriclasse, ma è ancora troppo giovane e irruento. Non sempre in grado di dominare la sua stessa esuberanza. Vettel, che è comunque un pilota aggressivo e grande specialista del giro secco, ha fatto valere i suoi dieci anni di più e a Mexico City ha battuto il ragazzino di esperienza

Basta riguardare i parziali settore per settore delle qualifiche per rendersene conto. Tralasciamo la Q1 dove entrambi hanno girato con le gomme supersoft e i tempi sul giro fanno poco testo. Montate poi le ultrasoft in Q2, Verstappen ha sbagliato subito il primo giro arrivando lungo in una curva ma poi ha fatto raffreddare le gomme e inanellato un altro passaggio. Dove è stato semplicemente spaventoso. I suoi parziali sono stai i migliori del week end: 27”193 nel settore 1 (T1), 29”642 nel T2 e 19”689 nel T3. La somma dei tempi ha dato 1’16”524, miglior tempo della Q2, che resterà anche il secondo tempo assoluto di tutto il week end messicano. Migliore persino del giro dello stesso Verstappen in Q3 che gli è valso la prima fila. E peggiore soltanto della pole di Vettel, inferiore di 36 millesimi. 

Il dato curioso è che in realtà quegli intermedi di Verstappen in Q2 sono stati i migliori di tutte le qualifiche; meglio anche di quelli di Vettel. Max però nel suo giro-lampo in Q2 ha sbagliato il secondo settore: dove ha fatto “soltanto” 29”642, un tempo alto che poi ha migliorato in Q3 (29”450). Ma se era così veloce, perché Verstappen non è andato in pole? Perché nella Q3 l’olandese non è riuscito a ripetere i fantastici T1 e T3 della sessione intermedia. Se vogliamo divertirci a sommare i suoi migliori parziali fra Q2 e Q3 (27”193 del Q2, 29”450 del Q3 e 19”689 ancora della Q3) arriveremmo a un clamoroso virtuale 1’16”332, meglio ancora del 1’16”488 che è valsa la pole a Vettel

Le corse però premiano da sempre chi è capace di andare forte in ogni settore della pista nello stesso giro, e non un po’ qui e un po’ là. Dote che Vettel ha dimostrato di possedere meglio di del giovane olandese. 

Verstappen per il calo sul tempo in Q3 ha dato la colpa alle gomme. “Questa pista richiede un avantreno molto preciso per buttare la macchina di qua e di là nelle varie esse. In Q2 le gomme hanno funzionato perfettamente, nella Q3 invece per qualche motivo gli pneumatici non erano entrati bene in temperatura: così avevo sottosterzo un po’ ovunque, specie nel 3° settore”. Guarda caso quello dove è rimasto distante oltre 2 decimi dal suo parziale della Q2. 

Con il suo giro record che gli è valso la pole, Vettel ha impedito anche a Verstappen di strappargli un primato: quello del pilota più giovane ad aver mai ottenuto una pole position. Vettel detiene questo record da 9 anni, quando a Monza 2008 conquistò la posizione al palo a 21 anni e 73 giorni. Se il giovane pilota della Red Bull avesse stabilito la pole in Messico, sarebbe diventato il più giovane poleman di sempre: a 20 anni e 28 giorni. Invece ha fallito. Ma essendo un pilota classe settembre 1997, ha ancora tempo fino a tutto il 2018, quindi oltre venti Gran Premi, per stabilire questo record...