E' durato appena 7 giri, quelli dietro safety car, il Gran Premio di Monaco per Jolyon Palmer. Alla ripartenza ha immediatamente perso il controllo della Renault RS16 sul rettilineo, andando a sbattere contro le barriere e scivolando, poi, verso Sainte Devote. Niente risultato, ma quel che più conta è l'aver danneggiato il telaio irrimediabilmente. Sin da subito hanno destato impressione i danni riportati, con il musetto staccatosi nel punto d'attacco con il telaio: a Montreal per l'inglese ci sarà una nuova scocca.

«La macchina ha colpito le barriere in modo violento e con un angolo obliquo che ha danneggiato la parte anteriore del telaio. Avendone uno nuovo disponibile, è logico introdurlo. Purtroppo il telaio numero 4 (sarà il terzo impiegato da Palmer quest'anno; ndr) è lontano ancora dall'essere assemblato, così riusciremo appena a completare l'installazione del serbatoio e i cablaggi per averlo pronto in Canada», l'annuncio del direttore tecnico Nick Chester. 

Dopo i commenti tutt'altro che entusiastici di Magnussen sulla monoposto evoluta - a Barcellona, nei test, sembrava aver compiuto un passo in avanti, salvo ritrovarsi a Monaco con un comportamento peggiore - entrambi i piloti avranno a disposizione il motore evoluto Renault. Non basterà per compiere il passo avanti decisivo e ambire alla zona punti.

«A Monaco abbiamo beneficiato della guidabilità migliorata anzitutto, Montreal è una pista sulla quale si richiede potenza e ciò consentirà di apprezzare la power unit mentre si "sgranchisce le gambe". Avremo un asfalto con una forte evoluzione nel corso del week end, non essendo usato per altre gare a parte il gran premio. E' una superficie a bassa adrenza e può essere difficile mandare le gomme nella loro finestra di funzionamento». Sfida anticipata da Chester, ma che potrebbe interessare anche la Ferrari, se il meteo del week end dovesse presentarsi particolarmente caldo. 

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