La decisione è giunta nel giro di 24 ore da quella dei commissari a Silverstone. Mercedes accetta la sanzione inflitta a Nico Rosberg per la violazione dell'articolo 27.1 del Regolamento sportivo, nello specifico accetta la contestazione relativa all'indicazione data a Rosberg di non utilizzare la settima marcia nel momento in cui il pilota ha segnalato di avere problemi al cambio, contravvenzione alla direttiva tecnica TD/016-16. Non daranno seguito all'avviso di ricorso inoltrato domenica.

Da un lato sottolineano come di fronte al collegio dei commissari sia stata provata la necessità di fornire a Rosberg istruzioni legate alla variazione di una modalità di utilizzo, essendo il guasto al cambio imminente e tale da fermare la macchina in pista, dall'altro - e qui sta il passaggio più significativo, probabilmente - sottolineano come si andrà a fondo nelle prossime settimane, cercando di discutere l'eccessiva regolamentazione della Formula 1 insieme alle altre parti interessate, ovvero, squadre, FIA e FOM.

Discussioni che hanno già trovato una risposta netta nel week end di Silverstone, per quel che riguarda l'allargamento delle maglie delle comunicazioni radio consentite tra muretto e pilota, ricevendo il no di Charlie Whiting, successivamente a un incontro tra i rappresentanti delle squadre al venerdì, per analizzare la questione. Eppure, viene da chiedersi se serviva arrivare alla decima gara del mondiale per accorgersi, all'improvviso, di una iper-regolamentazione dello sport. Dell'intenzione di introdurre un controllo molto più stringente sulle comunicazioni consentite e vietate tra muretto e pilota si ha notizia già dall'anno scorso e la reazione delle squadre, condivisibile, sconta inevitabilmente un certo ritardo. 

Alla luce della recente presa di posizione di Whiting a Silverstone, si troverà un nuovo punto di equilibrio? Sarà possibile una marcia indietro e una direttiva tecnica rivista rispetto a quella comunicata prima del GP d'Australia? Beghe, quelle sulle comunicazioni via radio, iniziate già a Melbourne, con il "primo round" del confronto tra squadre e Charlie Whiting.

I malumori serpeggiano tra le squadre, sempre più insistentemente, consapevoli di una situazione nella quale potrebbero ritrovarsi tutti, prima o poi. E' capitato alla Force India in Austria, l'incidente di Perez - senza più freni e senza possibilità di ricevere assistenza dal muretto - è toccato a Rosberg a Silverstone e altri scenari potrebbero contarsi in futuro, tanto più adesso che si ha la misura della penalizzazione che verrà inflitta.

Pat Symonds si è espresso sul tema e sostiene una visione "collaborativa" tra squadra e pilota nella gestione della complessità della monoposto: «Per me è uno sport di squadra la Formula 1, dovremmo lavorare insieme. Se ci contestano l'aiuto ai piloti posso accettarlo, ma aiutarli a gestire i sistemi, non credo sia un gran problema. Dove tracciamo una linea? 

Se il pilota deve guidare la macchina da solo e senza aiuti, dovrebbe anche cambiare da sé le gomme? Immaginate che fa il pit, salta fuori, cambia le gomme e risale in macchina. Dove fissiamo il limite? A mio avviso, il confine dove lo hanno posto non è una buona posizione». Il direttore tecnico della Williams ha comunicato una presa di posizione chiara, maturata dopo un lungo confronto interno al team: se dovessero trovarsi nella situazione avuta da Perez in Austria, daranno le istruzioni necessarie al pilota, senza preoccuparsi della penalizzazione.