La storia non conta niente, oppure solo fino a un certo punto ma di certo non 100 milioni di dollari e nemmeno se ti chiami Ferrari. Non è un mistero che il team di Maranello riceva dalla Formula One Management un bonus annuale per il fatto di essere un long-standing team, ovvero l’unica squadra che ha sempre partecipato ai campionati di Formula 1 sin dalla fondazione. Un merito che Liberty Media – prossimo proprietario del Circus – non sembra intenzionato a riconoscere dopo la fine del contratto attuale con le scuderie che termina nel 2020, almeno secondo quanto riporta l’autorevole rivista economica Forbes.
 
Il bonus del “long-standing team” è di circa 70 milioni di dollari a cui se ne aggiungono 35 per i campionati costruttori vinti. Anche a McLaren, Mercedes e Red-Bull ricevono una cifra molto simile per i mondali in bacheca, ma nessuno di loro può vantare la presenza "sempiterna" del Cavallino Rampante. Quella della Ferrari è dunque una cifra ingente e di molto superiore a tutti i plus che ricevono gli altri team. I fondi erogati dalla FOM alle squadre, in ogni caso, seguono delle regole abbastanza precise legate ai risultati sportivi, ma ci sono delle eccezioni. Nel 2016, infatti, sia Mercedes che Red Bull hanno ricevuto 35 milioni di dollari, la prima per aver vinto due volte di fila il titolo iridato, la seconda per avere firmato per prima gli accordi bi-laterali che andranno in vigore nel 2020.
 
 
Anche la Williams nel 2016 ha ricevuto un extra legato alla sua storia in Formula 1, ma di soli 10 milioni di dollari. Se ne può dedurre che anche questi bonus potrebbero essere riconsiderati, dal momento che la volontà di Liberty Media sembra essere quella di distribuire i fondi in maniera più democratica, per ridurre il divario dei piccoli team e aumentare lo spettacolo in pista. Quanto a Ferrari, secondo il nuovo management della F1, non avrebbe problemi a recuperare l’ammanco perché lo compenserebbe rapidamente con le sponsorizzazioni. 
 
Lo ha spiegato chiaramente Greg Maffei, il numero uno della Liberty MediaSe ti chiami Ferrari, hai dei ricavi enormi dagli sponsor che entrano direttamente a te. E ovviamente questi ricavi aumentano se i risultati in pista sono migliori. Per questo stiamo pensando di bilanciare i pagamenti ai team in modo da renderli un poco più bilanciati e creare più equità. Penso che per la Ferrari non sarebbe un problema, perché bisogna considerare che un campionato più competitivo attira più sponsor e aumenta i guadagni di tutti”. Un pensiero chiaro e semplice, ma per metterlo in pratica bisognerà aspettare almeno tre anni