Tutto iniziò con Nando Minoja e Giuseppe Morandi, primi vincitori della corsa più bella del mondo. Erano passate da due minuti le 6 di mattina, quando la OM 665 Superba dei due bresciani tagliò il traguardo di Viale Venezia tra il tripudio della folla. Il "Corriere della Sera" così celebrò l’impresa: «Poco più di venti ore, nemmeno un giorno e una notte per compiere quasi 1700 km: una media che supera i 77 orari. L'automobile è passata per le strade di mezza Italia come un dominatore di tempo e di spazio. Il successo del mezzo meccanico appare dunque grandioso».

Era nata la leggenda Mille Miglia. Epica pura, i cui primi eroi furono Nuvolari, Campari e Varzi, maggiori esponenti dello squadrone Alfa Romeo, capace di vincere dieci edizioni nel decennio 1930-40. Solo Mercedes e BMW furono in grado di spezzare il dominio delle 6C e delle 8C in una sfida Italia Germania che travalicava i confini dello sport.

Nuvolari con “l’Alfa rossa fa quello che vuole”, cantava Dalla e il Mantovano volante è il pilota che più di tutti ha legato il suo nome alla Freccia Rossa. E fra tante imprese merita di essere ricordata soprattutto l’ultima, quando il vecchio campione, ormai avanti con gli anni e devastato a causa della morte prematura dei figli, cedette alle lusinghe di Enzo Ferrari. Era il 1948 e la Mille Miglia contribuisce a far tornare alla normalità un Paese in ginocchio, dopo che l’anno precedente Giannino Marzotto e Roberto Rossellini avevano vinto la prima edizione del dopoguerra (vedi il video).

 

Sfasciala, non ti preoccupare. Non avere paura, nessuno potrà superarti, neanche il diavolo!”. Così Ferrari incitò Nuvolari, riferendosi alla nuova 166 SC. E Nivola paura non ne aveva. Si trovava in testa, quando iniziarono i guai, con la sua macchina che lasciava pezzi in giro per mezza Italia. Alla fine si spaccò anche una balestra e nei pressi di Reggio Emilia Nuvolari costretto a ritirarsi. Era distrutto, esaurito. Un prete gli mise a disposizione la sua canonica mentre Ferrari accorse dal suo campione: “Coraggio Tazio, sarà per il prossimo anno” disse il Drake. “Ferrari, giornate come questa, alla nostra età, non ne tornano molte….” La replica dell’eroico mantovano, che sarebbe morto quattro anni dopo.

Ora la Mille Miglia compie 90 anni, un anniversario eccezionale, da celebrare con un’edizione degna. Per la 35esima edizione rievocativa, organizzata per il 5° anno da 1000 Miglia Srl,  le richieste di iscrizione sono state 695 ma “solo” 440 saranno le vetture accettate (tutte costruite tra il 1927 e il 1957), provenienti da 41 paesi di tutto il mondo.

Il percorso illustrato oggi durante la conferenza stampa di Brescia, presenta alcune varianti rispetto al 2016. Da giovedì 18 a domenica 21 maggio saranno attraversati più di 200 comuni, 7 regioni italiane e la Repubblica di San Marino. Tra le novità, spiccano le “prove spettacolo” che le vetture in gara disputeranno in alcune piazze storiche italiane e un sostanzioso aumento del numero di prove cronometrate, che salgono a 112, più 18 rilevamenti in 7 prove a media imposta.

La classifica finale, dopo l’applicazione dei coefficienti (invariati dopo le modifiche dello scorso anno) sarà così costituita da un totale di 130 tratti a cronometro. Le ultime prove cronometrate, decisive per la classifica, saranno disputate in un contesto suggestivo: le piste dei Tornado del 6° Stormo dell’Aeroporto Militare di Ghedi.

Quattro, come sempre, le tappe: il prologo (martedì 16 maggio) sarà il Trofeo Roberto Gaburri, gara di regolarità alla quale prenderanno parte un centinaio di vetture. Dopo verifiche e punzonatura, che saranno come sempre tenute alla Fiera di Brescia e, di seguito in Piazza della Vittoria con partenza da Viale Venezia, alle ore 14:30 di giovedì 18 maggio.

Da Brescia, dopo i classici passaggi sul Lago di Garda, superata Verona, le punteranno su Vicenza, per chiudere la prima tappa a Padova. Il giorno dopo la seconda tappa porterà i concorrenti a Roma percorrendo l’Umbria e attraversando a Ferrara, Ravenna, San Marino, Urbino, Gubbio, Perugia e Terni. L’arrivo a Roma è previsto intorno alle 21:15, con la passerella in Via Veneto e il consueto tour notturno nel cuore dell’Urbe.

Sabato 20, con start alle 6:30, il percorso dalla Capitale resterà invariato fino alla Toscana. È il tratto più classico della corsa che comprende il passaggio a Ronciglione, Viterbo, Radicofani e Siena, con l’irrinunciabile spettacolo di Piazza del Campo.

Da qui la Mille Miglia salirà verso Nord passando a Montecatini Terme e Pistoia, valicando gli Appennini lungo il Passo dell’Abetone, per poi percorrere la pianura da Reggio Emilia a Modena. La terza tappa si concluderà a Parma, prima della volata finale di domenica 21 maggio, attraverso la Pianura Padana fino a Brescia, passando per Cremona e Mantova.