Come se non bastasse la presenza di Patrese, Merzario e la sua Alfa 33, Forghieri con la Ferrari 312B, Nanni Galli e Giacomo Agostini, a rendere unico il parterre del Motor Legend Festival, Martini & Rossi dal 20 al 22 aprile esporrà una serie di rare vetture che hanno legato le vittorie e i tanti titoli agli inconfondibili colori rosso-azzurro-blu.

Di seguito l’elenco di alcuni dei gioielli Martini Racing in esposizione.
 
FORMULA 1

Brabham Martini BT44-Cosworth: protagonista del campionato del mondo del 1974 e del 1975, nella versione B, venne pilotata da Carlos Reutemann e Carlos Pace. È una monoposto base della storia per le soluzioni avveniristiche concepite dal suo progettista, l’allora giovanissimo Gordon Murray
Brabham Martini BT45-Alfa Romeo: corse nel mondiale di Formula 1 del 1976. La guidarono Carlos Reutemann, Carlos Pace, John Watson e Hans Joackhim von Stuck junior. Riprendeva evolvendoli concetti presenti sulla BT44 ma adattati alle dimensioni e alle caratteristiche del motore 12 cilindri boxer Alfa Romeo.

Lotus Martini 80-Cosworth: monoposto erede del modello 79 che nel 1978 vinse il titolo mondiale con Mario Andretti. Il pilota italo americano la pilotò in tre Gran Premi del 1979.

Williams Martini FW38-Mercedes: protagonista del campionato del 2016 è stata pilotata da Felipe Massa e Valtteri Bottas.



SPORT E PROTOTIPI

Porsche Martini 917 K: stato dell’arte delle Gruppo 5 Sport che fecero la loro apparizione nel campionato del mondo sport a partire dal 1969, la 917 K  si caratterizzava per la coda tronca- K sta per Kurzheck, coda corta- e per l’aerodinamica esasperata. Montava un propulsore dodici cilindri boxer che nel corso degli anni passò dagli originari 4.5 litri ai 5.0 litri. Gareggiò in questa veste dal 1970 al 1971, quando le Gruppo 5 vennero sostituite da prototipi 3 litri.

Lancia Martini Beta Montercarlo Turbo: una delle vetture che hanno scritto la storia della Lancia nelle corse di velocità. Gli esemplari ufficiali del Martini Racing vinsero il campionato del mondo marche 1981, trionfando sia nella propria divisione sia nella serie assoluta. Venne guidata da Riccardo Patrese, Piercarlo Ghinzani, Walter Rohr, Michele Alboreto, Eddie Cheever, Hans Heyer e da un allora giovanissimo Emanuele Pirro  che proprio con questa vettura debuttò alla 24 Ore di Le Mans, che poi avrebbe fatta sua per cinque volte.

Lancia Martini LC1: sport prototipo rivoluzionario, realizzato in omaggio ai regolamenti entrati in vigore nel 1982, ebbe una vita agonistica molto breve perché l’anno successivo fu introdotta una nuova normativa. La LC1, realizzata come la Beta Montecarlo in collaborazione con la Dallara, ancora oggi mantiene intatta la propria validità tecnica e aerodinamica. Sfiorò il titolo mondiale piloti Sport con Riccardo Patrese alla guida.

Lancia Martini LC2: è il prototipo Gruppo C che prese parte con i colori del Martini Racing al mondiale endurance dal 1983 e del 1986. Dotata di un motore V8 doppioturbo di derivazione Ferrari fu probabilmente la Gruppo C più bella e raffinata. Realizzata come le precedenti in collaborazione con la Dallara venne guidata da piloti importanti: Riccardo Patrese, Michele Alboreto, Teo Fabi, Alessandro Nannini, Mauro Baldi, Bob Wollek, Paolo Barilla, Piercarlo Ghinzani. Velocissima non riuscì a sconfiggere le rivali Porsche 956 e Porsche 962 per problemi di affidabilità.

DTM

Alfa Romeo Martini 155: regina del DTM è una delle vetture maggiormente vincenti nella storia della Casa italiana. Si aggiudicò ben 38 vittorie su 89 corse disputate, conquistando 19 pole position e 42 giri veloci in gara. Nel 1993 ha conquistato il titolo in questo difficilissimo campionato, fino ad allora terra di conquista dei costruttori tedeschi, con Nicola Larini.

RALLY

Lancia Martini 037: regina dei rallies è stata l’erede della Stratos e una delle più eleganti vetture da corse mai costruite. Ha vinto il campionato del mondo rally del 1983 ed è stata l’ultima due ruote motrici a trazione posteriore ad aggiudicarsi un alloro iridato nella specialità.

Lancia Martini Delta S4: la Gruppo B per eccellenza. Velocissima, potente, mostruosa nelle sue fattezze. Su 12 corse mondiali disputate conquistò cinque vittorie e 15 podi iridati. Debuttò al RAC del 1985 ottenendo subito una doppietta con Toivonen-Wilson e Alen-Kivimaki. L’incidente mortale di Toivonen-Cresto al Tour de Corse del 1986 segnò pesantemente la stagione successiva, in cui Markku Alen vinse il titolo mondiale piloti poi sottrattogli a tavolino perché la Federazione accolse il ricorso di Peugeot, le cui vetture erano state escluse per irregolarità tecniche al rally di Sanremo. La Delta S4 come le altre Gruppo B terminò la propria carriera agonistica in quella stagione perché venne deciso di modificare le norme tecniche, proponendo per i rally vetture meno veloci.

Lancia Martini Delta: nelle sue varie versioni questa vettura ha conquistato il campionato mondiale rally piloti nel 1988 e 1989 con Miki Biasion e nel 1987, 1991 con Juha Kankkunen., permettendo alla Lancia di vincere sei campionati del mondo costruttori di seguito.