«Esperienza spaventosa, di gran lunga più stordente della F.1, dei prototipi di Le Mans e di volare con la pattuglia acrobatica Red Bull, cose che avevo già fatto al fianco dei rispettivi piloti, sinceramente con meno sgomento» - questo il commento finale del nostro giornalista Mario Donnini, che venerdì scorso sui tornanti della cronoscalata di Gubbio, sede ospitante del prestigioso Masters Fia Hill Climb, è salito nell’abitacolo della mostruosa Norma-Nissan dotata di motore biturbo V6 di 3700 cc di cilindrata, una vera e propria F.1 della Montagna a ruote coperte, capace di sviluppare una potenza massima di 800 cavalli.

Non sono tanto le punte velocistiche - che nei tratti più tirati tendevano ai 250 orari -, a dare ansia, quanto piuttosto, come sottolineato dal tester «...spaventano le sollecitazioni nei trasferimenti di carico e la velocità percepita, peraltro dilatata dalla ristrettezza della sede stradale e dagli ostacoli fissi ai lati, più il latrato del V6 reso ancora più spaventoso dagli scoppi dell’antilag, al fine di rendere continua l’azione del biturbo. In due parole, quello che ho vissuto con Simone a Gubbio - che a suo dire s’è espresso solo al 70% del potenziale -, è stato bello quanto terrificante. Correre con belve del genere è da superman».