Dal nostro inviato a Le Mans: Cesare Maria Mannucci Compaiono le prime eccezionali immagini dell'incidente di Duval alla esse Porsche (foto di Hervé Petitbon da Le Maine Libre). Il pilota francese si è schiantato di coda contro le barriere (come si vede il muso è quasi intatto) e infatti  il retrotreno, anche dalla tv appariva demolito. Ma nel volare Duval ha impattato anche con il tetto contro le reti che nella foto appaiono collassate. Intanto sorgono le domande: in attesa di un bollettino medico più preciso che chiarisca le sue condizioni, Loic Duval, nel caso fosse fisicamente a posto, sarà autorizzato o no a correre la 24 Ore? E cosa succederà ora all'Audi? Alla fine le condizioni di Duval si sono rivelate meno serie del previsto, con ferite e tagli alla gamba, non gravi ma comunque sufficienti per impedirgli di correre. Al suo posto è stato quindi "precettato" il pilota di riserva dell'Audi, vale a dire Marc Gené. Che è già presente a Le Mans perché in gara in Lmp2 con una Oreca del Team Jota, dove il suo posto verrà preso da Turvey. Va detto che, dal punto di vista regolamentare, una vettura potrebbe essere guidata in gara anche da due soli piloti, non sono obbligatori tre. Nel recente passato è già successo, quando Boullion si rifiutò di guidare la Pescarolo dopo una violenta lite prima del via, oppure quando Kartikeyan qualche anno fa si ruppe la caviglia prima del via scavalcando il muretto, quando avrebbe dovuto correre con l'Audi R15 di Kolles. Ma ovviamente si tratterebbe di un impegno fisico davvero esagerato. Per quanto riguarda il team, l'Audi a Le Mans, si è presentata con 3 vetture di nuova costruzione, quindi ci sono a disposizione le tre vetture R18 impiegate nella recente gara di Spa che possono essere impiegate in sostituzione del telaio dell'Audi n.1 andato distrutto nell'incidente di Duval. Operazione teoricamente non permessa dal regolamento, ma ampiamente consentita attraverso una deroga regolamentare come successo nel 2012 con la Ferrari 458 di Fisichella o in precedenza con la Peugeot.