La 24 Ore di Adria quest'anno è stata in pratica una versione endurance della Seat Ibiza Cup: le vetture di Martorell hanno infatti monopolizzato la griglia di partenza, con 18 equipaggi al via, che hanno siglato un autentico record, giungendo tutti al traguardo. L'uguaglianza dei mezzi in gara ha dato vita ad una competizione spettacolare fino all'ultimo. Dopo ventitré ore di gara, la lotta per la prima posizione era ancora serrata, con il confronto ravvicinato tra la vettura con i colori del Team Raton2 e quella "di casa", del Team Adriaraceway, giunte al traguardo in quest'ordine, davanti alla vettura del Team Kaspersky. "L'abbiamo presa più come una gara sprint che come un'endurance", ha spiegato Andrea Amici dopo aver tagliato il traguardo in prima posizione con la vettura del Team Raton 2. "Stanotte avevamo sbagliato i conti con i cambi pilota ed eravamo in settima posizione. Abbiamo recuperato poi con un buon ritmo da parte di tutti". "Purtroppo sono stato penalizzato con uno stop and go di 2 minuti per un contatto con un doppiato nelle prime fasi", spiega Thomas Biagi, secondo, con la Ibiza del Team Adriaraceway. "Non sono sicuro di averlo meritato, ma nel resto della gara ho dato l'anima per recuperare perché mi sentivo in colpa nei confronti degli altri ragazzi della squadra. Poi ci si è messa anche la radio: io sentivo i box ma loro non sentivano me e per rispondere abbiamo inventato una specie di alfabeto Morse con le frecce!" "Abbiamo perso la gara perché abbiamo preso 10 minuti di stop and go per aver cambiato i dischi dei freni una volta di troppo, ma c'è stato un malinteso con un commissario tecnico", spiega Raffaele Giammaria, terzo con il team Kaspersky. "Eravamo sicuri che si trattasse di un'impresa alla portata della Ibiza e siamo molto felici di aver ritrovato all'arrivo tutte le diciotto auto che abbiamo visto partire ventiquattro ore prima", ha commentato dopo la gara Tarcisio Bernasconi, responsabile di Seat Motorsport Italia. "Siamo orgogliosi di rappresentare un marchio così prestigioso e d'impronta sportiva sia sulle vetture stradali sia nelle vetture da competizione. Complimenti anche a Mario Altoè, direttore dell'autodromo di Adria, per l'organizzazione impeccabile dell'evento. "In totale sono stati percorsi 739 giri, che per i 2.702 metri del circuito sono pari a oltre 1.997 km. Considerando anche le prove, ogni vettura ha percorso oltre 2.050 km utilizzando in totale sei pneumatici intagliati Yokohama, tre serie di pastiglie dei freni anteriori, una serie di dischi freni anteriore e una posteriore", aggiunge Bernasconi. "La vettura nasce dal Reparto Corse di Seat Sport, compreso l'assemblaggio e la saldatura del rollbar alla scocca. Una particolarità che fa sì che la vettura abbia sempre un assetto preciso e risulti affidabile anche alle alte velocità, come è emerso da questa gara di durata",. La gara si è svolta con i favori del meteo, considerando la stagione: soltanto fra l'una e mezza e le tre è stata necessaria la presenza della safety-car a causa di ghiaccio in pista, mentre fra le quattro e mezza e le cinque è stata la nebbia a richiedere la neutralizzazione. Non si sono verificati incidenti di rilievo e tutte le vetture danneggiate nei contatti sono state riparate dalla squadra di Seat Motorsport Italia, che ha lavorato incessantemente. Tra gli equipaggi ad aver accumulato maggior ritardo per un'uscita di pista, quella ufficiale di Seat, che ha visto al via anche il direttore generale Gianpiero 'Peter' Wyhinny e il figlio Paul, nonché il direttore marketing Vincenzo Vavalà e il direttore vendite Stefano Sordelli e Massimiliano Franchini, direttore sviluppo rete. Tanti giri di ritardo anche per la vettura "Press", capitanata da Valentina Albanese, vincitrice del titolo italiano Turismo Endurance, che ha riportato la rottura del differenziale dopo l'uscita di pista della donna-avventura Camilla Ronchi. In equipaggio con loro anche il campione della Ibiza Cup Alberto Bassi e Carlotta Fedeli, vincitrice della classifiche femminile e junior. In pista anche Michel Fabrizio, già pilota del mondiale Superbike, che ha scelto la Seat Ibiza Cupra per debuttare nel mondo delle auto da competizione. L'equipaggio del romano si è piazzato al settimo posto assoluto. In gara anche Domenico Schiattarella, già pilota di F1, che ha corso con il team ZRS Motorsport, in equipaggio con Enrico Quinzio, Alessandro Bozzolan, Christian Bussu, Massimiliano Mazzi, Edo Varini e Stefano Barbieri. Si sono piazzati in dodicesima posizione, dopo aver perso una cinquantina di giri per sostituire la sospensione posteriore a seguito di un contatto nelle prime ore di gara. "E' stata comunque una bella occasione per chiudere gioiosamente la stagione", ha commentato Schiattarella. "Non avevo mai girato su un'Ibiza Cup e mi sono divertito tanto che sto pensando di correre nella Leon l'anno prossimo, con Enrico Quinzio".   ARRIVO-RATON-2-(AUTO-VERDE-N.4) RATON-2 Ronchi-Albanese-Fedeli