Appenderà il casco al chiodo a fine anno, Mark Webber. Ancora tre appuntamenti del mondiale Endurance da disputare con Porsche, poi sarà uomo di fiducia del marchio tedesco, rappresentante del brand nelle competizioni e osservatore alla ricerca di talenti da far crescere. Una carriera iniziata dalle categorie a ruote scoperte per saggiare poi l'esperienza (non fortunata) a Le Mans, con i prototipi a ruote coperte che rappresentano anche la fase conclusiva della sua storia sportiva. In mezzo, la lunga "parentesi" in Formula 1, dal 2002 al 2013, nella quale ha conquistato 9 vittorie su 215 gran premi ai quali ha preso parte, tra Minardi, Jaguar, Williams e Red Bull. 

Il passaggio al mondiale Endurance è arrivato nella fase in cui il WEC è cresciuto maggiormente di popolarità, ha sposato la causa Porsche arrivando a vincere il titolo Piloti in coppia con Brandon Hartley e Timo Bernhard lo scorso anno e tre 6 Ore nel 2016. E' mancata l'affermazione a Le Mans, a coronamento della carriera. Tre stagioni con la casa di Stoccarda, che lo portano a salutare le competizioni senza rimpianti. «Sono arrivato dove mi sentivo a mio agio. Porsche è il marchio che ho sempre amato di più e quello che mi si addice maggiormente. Mi mancherà la velocità pura, la competizione, il carico aerodinamico, ma voglio lasciare su alti livelli e sono proiettato verso i miei nuovi compiti», ha dichiarato Webber, che incassa anche il saluto e ringraziamento del capo del mondiale Endurance, Gerard Neveu. 

«Non possiamo sottovalutare l'enorme contributo che Mark ha dato al WEC, in pista e fuori. Dal momento in cui si è legato a Porsche nel 2014 ha abbracciato tutto quello che il mondiale endurance aveva da offrire. E' stato un fantastico ambasciatore delle gare di durata e ci mancherà».

Il passaggio dalla Formula 1 alla classe LMP1 ha regalato nuove sfide da affrontare, che ripercorre così, l'australiano: «Ho trovato piacevole condividere la macchina e l'intesa che si è instaurata tra me, Timo (Bernhard; ndr) e Brandon (Hartley; ndr) è speciale, resterà qualcosa di indelebile. Sarà strano salire in macchina per l'ultima volta in Bahrain, mi godrò ogni istante delle restanti gare».

Porsche resterà la sua "casa", visti i ruoli che lo attendono nel 2017 e in futuro. E Fritz Enzinger, vice presidente del progetto LMP1 ha aggiunto: «Mark ci ha rafforzati con la sua esperienza e si è integrato senza difficoltà nel team. E' un lottatore leale dietro al volante, non si è mai tirato indietro nelle lotte più dure ruota a ruota. Al tempo stesso sa ragionare strategicamente e pensare alla squadra: una combinazione che lo ha reso uno straordinario pilota di Endurance».