SCARPERIA - Alex Zanardi, che al suo debutto sulla Bmw M6 Gt3 ufficiale gestita dalla Roal Motorsport, si è imposto sul circuito del Mugello nell’ultimo appuntamento del tricolore Gran Turismo. Un successo straordinario, maturato dopo le soste ai box, dove il campione bolognese non aveva alcun handicap tempo da scontare, arrivato proprio nel giorno della Ferrari. La seconda delle due gare che si sono disputate sul tracciato toscano, ha infatti assegnato il titolo della Super Gt3 all’equipaggio del team Black Bull formato da Stefano Gai e Mirko Venturi, ai quali è bastato raccogliere oggi un sesto posto per chiudere nella classifica davanti a Marco Mapelli, terzo in questa occasione in coppia con Laurens Vanthoor e subito alle spalle dell’altra Ferrari 488 di Jaime Melo e Niccolò Schirò. 

Successo invece nella Gt3 per Eddie Cheever III e Federico Leo, che hanno portato un altro titolo (il terzo consecutivo) alla Scuderia Baldini. A fare subito il passo è stata proprio la Audi di Mapelli, seguita dalla Ferrari di Schirò, che alla prima curva è riuscito a sfilare la Bmw di Zanardi. Gai è invece retrocesso quinto, preceduto dalla Lamborghini di Giovanni Venturini. Nella Gt3, nel frattempo, Cheever non ha avuto difficoltà a mantenere la posizione di testa, con Emanuele Zonzini terzo (dietro a Lorenzo Casè) con un distacco superiore ai sei secondi sul romano e due vetture davanti a se. Poi, all’ottavo giro la foratura della posteriore destra in pieno rettilineo, ha praticamente messo la parola fine alla rincorsa al titolo del pilota sammarinese e del suo compagno di squadra Mattia Russo. Quasi contemporaneamente, Stefano Comandini, con l’altra Bmw, ha superato Gai al Correntaio, guadagnando il sesto posto

Dietro si è invece accesa una grande lotta per la settima posizione tra le due Lambo di Adrian Zaugg e Alex Frassineti e la Aston Martin di Francesco Sini. Ma alla Bucine, proprio quest’ultimo ha tamponato Frassineti che è finito sulla sabbia, mentre la vettura della Solaris Motorsport ha dovuto prendere la via dei box. Ad approfittarne è stato così Riccardo Agostini, ritrovatosi ottavo con un’altra Huracán. Dopo i pit-stop, approfittando anche del fatto di non avere penalità da scontare, Zanardi (che è stato tra gli ultimi a fermarsi) è passato in testa. Alle sue spalle, con oltre 4” di distacco, Jaime Melo. Poi la Audi su cui Vanthoor ha dato il cambio a Mapelli.

Nella Gt3 i pit-stop hanno invece avuto l’effetto di proiettare in testa la Gallardo di Vito Postiglione, seguito da Francesco La Mazza, Lorenzo Bontempelli e Leo. A 7’ dalla fine la matematica dava ragione a Venturi (in quel momento settimo) e Gai. L’unica per speranza per Mapelli era che Vanthoor, terzo, recuperasse gli oltre 2” nei confronti di Zanardi e due posizioni, agguantando la testa. Un’impresa difficile, quasi impossibile. Un distacco che a due minuti dallo scadere del tempo si è ridotto a 1”881. Ma proprio in quel momento Vanthoor ha dovuto rispondere all’attacco deciso di Alberto Cerqui che lo seguiva vicinissimo. Intanto Melo ha preso la scia di Zanardi. Un ultimo doppiato e poi la vittoria della Bmw. Poco prima, nella gara della Super Gt Cup, a laurearsi campione di classe era stato invece il brasiliano del Vincenzo Sospiri Racing, Nicolas Costa, protagonista con la Lamborghini Super Trofeo.